Micheal Baigent (Sette – agosto 2012)

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Alla fine di un’intervista a singhiozzo che si svolge via chat, via telefono e via email tra Roma, Formentera e il Somerset, Micheal Baigent, 64 anni, mi manda un post scriptum: “Sopra ogni cosa, mi piacerebbe incoraggiare i miei lettori a fare domande”. Scrittore e storico neozelandese, Baigent è diventato famoso per un libro scritto con Henry Lincoln e Richard Leigh. Si tratta di Il Santo Graal, un fantasioso saggio, pubblicato esattamente trent’anni fa, che ha venduto valanghe di copie. Umberto Eco lo ha elencato tra i testi che raccontano più panzane sui cavalieri Templari: “Il modello di fantastoria più sfacciato”. Il Vaticano non lo ha amato. E Dan Brown lo ha usato come manualetto per compilare il suo Codice da Vinci.
La passione di Baigent per le domande, rende le più spericolate teorie complottiste irresistibili ai suoi occhi. Un esempio? È convinto che i fondamentalisti cristiani stiano tramando per trasformare la democrazia americana in una teocrazia con tanto di leggi bibliche e lapidazione.
Lui e gli altri autori del Santo Graal, corsari della storiografia, partono da un presupposto metodologico: stop ai compartimenti stagni della conoscenza. La Storia deve poter attingere anche alla letteratura e alle leggende. Di qui un libro che è un intreccio fantastico tra i poemi medioevali, i Vangeli, alcuni documenti centenari (poi rivelatisi falsi), le leggendarie storie dei Templari e le cronache “ufficiali”. Cinquecento pagine gonfie di “se così fosse…”, “potremmo dedurre…”, “non è da escludere che…”. Di supposizione in supposizione, intrecciando mappe e papiri, alberi genealogici e scritti apocrifi, Baigent e i suoi coautori sono arrivati a una conclusione rivoluzionaria: Gesù non morì sulla croce ed ebbe una compagna (probabilmente Maria Maddalena), che si rifugiò in Francia. Non è da escludere che i suoi discendenti regnarono in Europa con il nome di Merovingi e tra questi probabilmente c’era Goffredo di Buglione, cavaliere crociato e primo difensore del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Di più: sullo sfondo del saggio si muovono un’organizzazione ultrasegreta chiamata il “Priorato di Sion”, i Templari e il Santo Graal. Che cosa è il Santo Graal? Potrebbe essere sia la coppa in cui era conservato il sangue di Cristo, sia la sua discendenza, cioè la stirpe merovingia, sia il tesoro del Tempio di Gerusalemme. Tutto chiaro? Insomma. Dopo trent’anni in cui non sono mancate polemiche feroci e stroncature nette anche Baigent, massone militante, sembra aver maturato qualche dubbio. Tentenna riguardo alla parte delle teorie che riguardano il “Priorato di Sion”: “Le acque ormai sono troppo torbide per arrivare a conclusioni definitive. Accanto a una piccola industria editoriale pro-Priorato, ne è nata una anti-Priorato”. Quando gli chiedo di confermare le ipotesi sulla discendenza di Gesù Cristo, invece, lo storico è ancora fermo. Partiamo da qui.
Lei sostiene che le teorie del Santo Graal su Gesù siano plausibili. Ma l’opinione pubblica le considera leggende.
“Negli Stati Uniti non sono pochi quelli che credono veramente al fatto che Gesù si sia sposato con Maria Maddalena e abbia avuto un figlio”.
E’ sicuro?
“E’ giunto il momento di mettere in discussione alcuni principi fondamentali del Cristianesimo. Guardare i fatti in una nuova prospettiva in cui, per esempio, le donne si ribellino alla repressione imposta loro storicamente proprio dal Cristianesimo”.
In Italia non ho mai sentito nessuno prendere seriamente in considerazione l’idea che Gesù abbia avuto una moglie e dei figli.
“Il Vaticano è forte. E la teologia vaticana ha origini secolari. La Chiesa di Roma non potrebbe mai mettere in discussione quanto stabilito sulla vita di Gesù da Ireneo, Tertulliano, Ippolito, Giustino Martire, Origene e dai Concili di Nicea e di Cartagine”.
Mi pare di capire che lei, invece, ci creda davvero!
“È la nostra ipotesi. Molte delle cose che ho scritto danno spiegazioni più credibili sulla vita di Gesù di quanto non faccia la teologia vaticana. La loro è propaganda”.
Nel 1982, appena uscito il Santo Graal, lei ebbe uno scontro televisivo con il vescovo di Birmingham.
“Durante una trasmissione della Bbc. Il vescovo non fece una bella figura”.
Il Vaticano ha mai concesso qualcosa alle vostre teorie?
“Un alto dignitario della Chiesa cattolica una volta ci disse che probabilmente avevamo ragione. Immagino fosse un’opinione personale. Il Vaticano non transige”.
Il Vaticano, qualche mese fa, è stato, travolto dallo scandalo dei Vatileaks. Ha seguito la vicenda?
“Non troppo. Ma non mi stupirebbe se fosse in corso una battaglia tra i cardinali riformisti e quelli più legati a Benedetto XVI. Per quanto riguarda lo Ior… Non mi pare una novità che sia coinvolto in qualche scandalo”.
Benedetto XVI…
“Credo che con lui il potere del Vaticano si affievolirà molto”.
Dan Brown nel Codice da Vinci immagina una guerra tra il Vaticano e il “Priorato di Sion”.
“Dal nostro volume, Dan Brown ha preso soprattutto le ipotesi su Gesù. In ogni caso noi non abbiamo mai trovato riscontri che dimostrassero una continuità tra il “Priorato di Sion” storico, quello fondato nel 1152, e il “Priorato di Sion” del XX secolo”.
Che collegamento c’è tra il “Priorato di Sion” e la massoneria?
“Che io sappia, nessuno. E Pierre Plantard, il disegnatore che sosteneva di far parte del Priorato, era particolarmente ostile alla massoneria”.
Molti dei documenti storici su cui si basano gli studi sul Priorato si sono rivelati falsi. Prodotti proprio da Plantard.
“Forse alcuni dei documenti erano falsi. Forse lo erano tutti. Forse nessuno. In ogni caso, chiunque sia seriamente coinvolto con il Priorato, dopo la pubblicazione del nostro libro, nel 1982, si sarà adoperato per cambiare nome all’organizzazione”.
Lei è massone?
“Sono membro di cinque logge. Ho anche ricevuto un’alta onorificenza da Fabio Venzi, Gran Maestro della Gran Loggia regolare d’Italia”.
In Italia la massoneria non gode di buona fama.
“Credo che dipenda dal fatto che non se ne sappia molto”.
Credo che dipenda dalla P2 di Licio Gelli.
“La P2 venne espulsa dal Grande Oriente d’Italia. Era un centro di cospirazione…”.
…massonico.
“La massoneria ha a che fare con la spiritualità, la moralità, la carità. Nella P2 non mi pare che si parlasse di questo”.
Si diventa massoni per fare carriera?
“Per fare carriera ci si iscrive anche ai golf club”.
Quanto potere ha oggi la massoneria in Italia?
“Abbastanza, in alcuni ambienti”.
Non sia evasivo.
“Non è facile rispondere. In Inghilterra ci sono molti avvocati massoni. In Turchia e in Malesia sono in generale i professionisti. In Italia forse ci sono più accademici. Ma non si può generalizzare”.
C’è chi vede la massoneria anche dietro le speculazioni finanziarie che stanno martellando i bilanci degli Stati europei.
“Lo escluderei. Il comportamento criminale dei banchieri che stanno distruggendo le economie mondiali è lontano dai nostri ideali. La sua domanda mi ha fatto venire in mente un episodio di qualche anno fa”.
Lo può raccontare?
“Nei primi anni Novanta, ricevetti una telefonata. Mi si informava di una strana riunione che si era svolta a Bonn”.
Che tipo di riunione?
“Tra banchieri e finanzieri di altissimo livello. In pratica discutevano del fatto che i politici non erano più in grado di fare il loro mestiere e che quindi si doveva agire per prendere in mano il controllo delle principali economie nazionali. All’epoca mi sembrò una ricostruzione fantasiosa… Oggi qualche dubbio mi viene”.
Oggi si parla del super potere della cosiddetta Troika, formata dalla Commissione Ue, dalla Bce e dal Fmi.
“I’m shocked! Come è possibile che in Italia ci sia ancora un governo non eletto? E chi ha portato Barroso alla presidenza della Commissione europea? La finanza governa il mondo. E i politici che l’hanno permesso non sono privi di responsabilità”.
Mi racconta la sua infanzia?
“Sono nato in Nuova Zelanda. Sin da piccolo ho avuto curiosità per le religioni”.
Quali?
“Inizialmente mi sono occupato delle diverse forme di Cristianesimo. Ma ammetto che non ho mai trovato risposte soddisfacenti in quel tipo di fede”.
Che studi ha fatto?
“Mi sono laureato in Psicologia, approfondendo sempre lo studio comparativo delle religioni e delle filosofie. In seguito mi sono specializzato: misticismo, religioni… Scrissi una tesi sul simbolismo rinascimentale”.
Ha avuto dei maestri?
“Molti. Di alcuni ricordo solo qualche frase. Altri mi hanno indicato le stelle e altri ancora la profondità delle caverne”.
Una volta ha raccontato di un’esperienza che la sconvolse, quando aveva circa vent’anni. Di che cosa si tratta?
“Una sera, mentre facevo meditazione, una luce incandescente ha cominciato a brillare sopra la mia testa. Sono entrato in contatto con quella luce. Bruciava”.
Scherza?
“Lei non ha mai fatto meditazione?”.
No.
“Da quel momento non ho più avuto paura della morte”.
Qual è l’incontro che le ha cambiato la vita?
“Quello con mia moglie”.
La scelta che le ha cambiato la vita?
“Probabilmente smettere di andare in moto”.
Quando ha preso questa decisione?
“Dopo un incidente mancato. Mi sono seduto al bordo della strada con le palpitazioni. Sono rimasto scioccato per un bel po’”.
Qual è stato l’errore più grande che ha fatto?
“Pretendere e aspettarmi giustizia dalla legge”.
Che cosa guarda in tv?
“News su vari canali. Documentari investigativi. E I Simpson”.
Il film preferito?
“Terra di confine con Kevin Costner, Annette Bening e Robert Duvall. Si parla di amicizia, di giustizia,,,”.
La canzone?
“Goodbye cantata da Steve Earle e Emmy-Lou Harris”.
Il libro?
“Terra nostra del messicano Carlos Fuentes”.
Ha letto Il codice da Vinci di Dan Brown?
“Sì”.
Lei ha fatto causa a Dan Brown sostenendo che aveva copiato Il santo Graal. E ha perso.
“L’unica volta che gli ho rivolto la parola è stata proprio durante la causa”.
Vi stretti amichevolmente la mano?
“No. L’ho solo ringraziato quando mi ha aperto una porta per farmi passare”.

Categorie : interviste
Commenti
adriana quattrino 13 giugno 2015

Sarebbe importare approfondire i Segreti di Seborga…
tutto è a portata di mano per chi conosce la LUCE.
Oggi è il Giorno della Rivelazione…13 giugno 2015

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