Franco Di Mare (Sette – agosto 2011)

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Alla fine dell’intervista un piccolo sfogo: «Molti pensano che i conduttori tv delle trasmissioni popolari non sappiano scrivere. Né leggere. Lo dica che ho gli scaffali pieni, eheh». Franco Di Mare, 56 anni, napoletano, giornalista e volto piacione di Unomattina, col suo Non chiedere perché (Rizzoli) è appena arrivato alla tredicesima edizione: «Più di settantamila copie». È in trattativa con Beppe Fiorello per realizzarne un film: storia autobiografica di un inviato di guerra a Sarajevo che trova una bambina di dieci mesi in un orfanotrofio bombardato e decide di portarsela in Italia. Roba da far impallidire la star Madonna, nota adottatrice d’assalto. Nella finzione letteraria la bimba si chiama Malina. Nella realtà è Stella, che ora ha vent’anni. Alla fine del mio incontro col conduttore la ragazza sbuca dalla sua stanzetta. Di Mare: «Prima di cominciare a scrivere le ho chiesto il permesso. Me lo ha concesso a patto che cambiassi i nomi». E infatti, a parte quelli dei morti durante l’assedio della città bosniaca, gli altri sono inventati. Chiedo: «C’è un personaggio in particolare di cui deve svelare l’identità: chi è la Maria Teresa Giovannelli che prima le trova una scorta blindata dell’Onu per raggiungere l’aeroporto, poi convince un parà a imbarcare una neonata bosniaca su un aereo militare e infine la aiuta a eludere il controllo della dogana a Ciampino?». Di Mare sorride: «Maria Pia Fanfani. Un portento. Quello che ho raccontato nel romanzo è tutto vero».
Lei è un privilegiato. Non tutti quelli che vogliono adottare un bambino hanno questi vantaggi.
«Lo so».
E all’epoca era pure single.
«Penso che la legge sulle adozioni debba essere rivista».
In quale direzione?
«È giusto che ci siano controlli severissimi, ma troppo spesso i cavilli burocratici confliggono con gli interessi dei bambini».
Cavilli. Ha raccontato di aver minacciato un funzionario bosniaco perché non le voleva concedere un documento per l’affidamento di sua figlia.
«Scherzando, ma non troppo, gli feci capire che se non mi rilasciava quel pezzo di carta avrei cominciato a raccontare al Tg che i cattivi erano i cittadini di Sarajevo e non i serbi di Karadzic che assediavano la città».
Un ricatto.
«Anche il funzionario lo chiamò così».
Avrebbe davvero falsato un servizio del telegiornale per ottenere un documento della bambina?
«No. Ma feci notare al funzionario che la città di Sarajevo avrebbe dovuto dare la cittadinanza onoraria a noi reporter. Mentre l’Onu rimaneva neutrale, noi raccontavamo al mondo quell’assedio».
Un racconto fatto di cecchini e di mortai.
«Non solo. Nel racconto c’era anche il sogno spezzato di Sarajevo».
Quale sogno spezzato?
«Cinquecento anni di convivenza tra religioni ed etnie. Il poeta Abdulah Sidran scrisse: “Non chiedetevi che cosa può fare l’Europa per Sarajevo. Ma che cosa può fare Sarajevo per l’Europa”».
Tradotto?
«Prima dell’inizio della guerra Sarajevo era un esempio di democrazia e di convivenza tra i popoli. Oggi ci riempiamo la bocca con la ricerca del fantomatico “islam moderato”… Be’, ce lo avevamo a pochi chilometri da casa. Io nel 1992 mandai in onda le immagini di una messa a cui partecipavano cattolici, ebrei e musulmani».
Quando ha cominciato a fare il giornalista?
«Tardi e per puro caso».
Mi racconta la sua infanzia?
«Mio padre era un pescatore di ostriche. Come mio nonno».
Anche lei le sa pescare?
«Certo. E pesco i ricci con le mani».
Che studi ha fatto?
«Scienze politiche, a Napoli».
Università anni Settanta: ha mai fatto politica?
«Mio padre era sindacalista. Mi sono iscritto alla sezione giovanile del Pci a 14 anni. Ero uno dei ragazzi di Antonio Bassolino. Ma non ho frequentato le scuole di partito. Per guadagnarmi da vivere ho fatto il cameriere e poi a metà anni Settanta con due amici ho aperto un pub a Fuorigrotta».
La sua prima redazione?
«Tornato da un viaggio in Europa senza una lira in tasca, un giorno incontrai Claudio D’Aquino. Era pure lui un figicciotto, un giovane comunista italiano. Mi chiese se volevo fare il segretario di redazione a Radio Città. Accettai».
Il primo articolo?
«Per l’Unità. Due cartelle in stile Benni sulle abitudini dei giovani napoletani. Dovevo fare solo qualche pezzo, rimasi in quel giornale per più di dieci anni. La redazione napoletana era una fucina di talenti: c’erano Federico Geremicca, Antonio Polito, Marco De Marco… Quando chiuse la sede locale mi trasferii a Roma. Sezione esteri».
In tv come ci arriva?
«Sempre per caso».
Si rende conto che tutte queste cose successe per caso sono sospette? Anche l’assunzione in Rai avviene per caso?
«Renzo Foa, direttore dell’Unità, nel 1991 aveva rifiutato una mia proposta di intervista all’ex leader bulgaro Todor Zhivkov sull’attentato al Papa. Uscito dalla redazione, incontrai Lorenza Foschini che all’epoca faceva Pegaso. Lei mi suggerì di realizzare il servizio per il Tg2».
La realizzazione di un bel servizio non comporta un’assunzione.
«Quella avvenne grazie all’aiuto di Emanuele Macaluso, ex direttore dell’Unità. Entrai in quota Pci. Ma non ero soddisfatto. Consideravo la tv una cosa minore. Poi ho imparato ad apprezzare lo strumento e a realizzare i pezzi partendo dalle immagini a disposizione e non dal testo».
La prima destinazione da inviato per la Rai?
«In Bosnia nel 1992. Ma per l’Unità avevo già viaggiato parecchio».
Si dice che la sua preparazione della valigia da inviato fosse maniacale. Blazer, pantaloni con le tasche… Che cosa non poteva mancare?
«Un orologio robusto, un atlante geografico, un paio di scarpe da trekking e uno per le interviste con le autorità…».
Ha fatto l’inviato di guerra per venti anni. Qual è la volta che ha rischiato di più la vita?
«Ho ancora addosso gli acciacchi dovuti a un’esplosione in Cisgiordania. E in Albania, a Valona, ho sentito i proiettili fischiare molto vicino al mio casco».
Le efferatezze più mostruose a cui ha assistito?
«I cecchini che sparavano sui bambini a Sarajevo. E le stragi a colpi di machete in Ruanda. Un giorno mi sono trovato in mezzo a colline di cadaveri. Sono immagini che non abbiamo mai mandato in onda».
Perché gli italiani hanno bisogno di essere rassicurati?
«Forse. Parliamo di guerra in punta di piedi. Non guasterebbe far vedere quanto è sporca».
Che cosa pensa del Tg1 di Augusto Minzolini?
«Spesso riceve critiche ingenerose».
Non faccia l’aziendalista.
«Non ho mai parlato dei direttori del Tg1. Mi sono sempre trovato bene con tutti».
La Rai di oggi: nomine in mano ai giudici, conduttori eccellenti messi alla porta…
«La Rai è il luogo dove confluiscono tutte le tensioni del Paese. Ma io non posso parlare dell’azienda».
Perché i corridoi della Rai sono più insidiosi delle strade di Sarajevo?
«Non posso, per contratto».
Che ci fa un inviato di guerra a Unomattina, mega contenitore nazionalpopolare?
«Anche io all’inizio ero spocchiosetto nei confronti di questo tipo di trasmissioni. Poi mi sono reso conto che avere tutti quei telespettatori ogni mattina non è così male. Il cardinal Tonini un giorno mi raccontò che ogni tanto anche il Papa ci guardava».
Berlusconi una volta disse che le elezioni si vincono a Unomattina.
«È vero. I talkshow politici non spostano voti come pensano in molti».
Già. Ma lo stesso Berlusconi ha espresso il desiderio di non vedere più Santoro in video.
«Santoro è una risorsa per l’azienda».
Con chi condurrà Unomattina il prossimo anno?
«Con Elisa Isoardi. È una spugna. Impara tutto rapidamente».
È vero che Giorgio Faletti l’ha aiutata nella stesura del romanzo?
«Mi ha consigliato di non fare il giornalista fighetto e di lasciarmi andare».
Il titolo Non chiedere perché…
«È stato una seconda scelta. Avevamo già pronta la copertina con su scritto Vieni via con me. Ma poi c’è stata la serata di Fazio/Saviano e non ci è sembrato più il caso».
A cena col nemico?
«Con Rebekah Brooks, l’ex direttrice di News of the World. Le vorrei parlare dei limiti morali del giornalismo».
Quali sono?
«Nel caso delle intercettazioni, si dovrebbero pubblicare solo quelle da cui emerge l’esistenza di un reato».
È vero che le capita di moderare dibattiti organizzati da grandi aziende?
«Sì. E non ci trovo nulla di male».
E se poi da giornalista si deve occupare di qualche scandalo che riguarda quelle stesse aziende?
«Mi è successo con Finmeccanica. Aver moderato un loro incontro non mi ha impedito di realizzare una rassegna stampa video impietosa quando l’azienda è finita nei pasticci».
Ha un clan di amici?
«Uno su tutti: Pietro Raschillà, autore di Unomattina».
Qual è l’errore più grande che ha fatto?
«Un litigio con mia madre durato qualche mese».
La scelta che le ha cambiato la vita?
«Portare in Italia mia figlia Stella, ovviamente».
Che cosa guarda in tv?
«Film e dibattiti. Ma non quelli pomeridiani».
Il film preferito?
«Blade Runner. È il futuro che ci aspetta. Multietnico e sporco».
La canzone?
«Back to black di Amy Winehouse e Quanno chiove di Pino Daniele».
Il libro?
«La versione di Barney di Mordecai Richler. È l’amore secondo l’uomo».
Sa quanto costa un pacco di pasta?
«Quella che compro io, consigliata da Vissani, costa tre euro».
Che cos’è Twitter?
«Un micro-socialnetwork?».
Conosce l’articolo 12 della Costituzione?
«No. Mi ero preparato sull’1 e sul 139, di solito lei chiede quelli».
Il 12 è quello sulla bandiera. Che cos’è per lei il Tricolore?
«Un orgoglio ritrovato».
Perché ritrovato?
«Perché il Tricolore da ragazzo era il simbolo che sventolava attaccato alla Vespa di un militante fascista del mio liceo. Ho imparato ad amarlo con l’alzabandiera dei militari in missione all’estero».

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Categorie : interviste
Commenti
Stefania 31 marzo 2015

Ho letto il suo libro quando è uscito la prima volta,ho avuto un tuffo al cuore quando indue passaggi del libro ci sono stati momenti molto critici, mi riferisco alla partenza da Sarayevo e quando doveva passare l’uscita da Ciampino. Le faccio tantissimi auguri per tutto, la seguo la mattina su RAI UNO e per finire l’ho conosciuta alla mensa RAI dove lavoravo.

Gerardo 5 maggio 2015

“Per caso”,vorrebbe dare un suo giudizio su di una mia trilogia in cui sono espresse mie ipotesi su:I°) cosmogenesi, buchi neri,materia oscura,materiaspazio p.55.Per il II° p.33 e per il III°p.33, gliene farei invio solo su sua eventuale richiesta. Sarei grato per un semplice Si! o No! Grazie.

GIANNA 23 settembre 2015

Ciao, Franco. Ho letto il tuo libro, bello, delicato nonostante gli orrori che hai dovuto raccontare. Ascolto sempre la tua bella rubrica:” sarò franco”inserita nella trasmissione di Uno Mattina. E’ molto interessante e varia. Complimenti. Dai un bacio alla tua Stella.

matilde 5 settembre 2016

Gent.mo Sig. Presidente Emiliano.
La preghiamo di intervenire con la massima urgenza per quanto sta accadendo a docenti ed alunni a causa delle modifiche intervenute dopo l’entrata in vigore ed attuazione della lx 107/15, meglio nota come “La Buona Scuola”. In gioco c’è IL LAVORO, LA DIGNITA’ ed IL SOSTENTAMENTO DI MIGLIAIA DI FAMIGLIE e non le doglianze di alcuni docenti che il lavoro ce l’hanno, hanno 13 mensilità assicurate grazie ad un posto pubblico, spesso “piovuto loro dal cielo”, ed ora si rifiutano di rispettare quelle stesse regole che hanno accettato nell’istante stesso in cui hanno inviato la propria domanda di assunzione con l’indicazione di 100 province in ambito nazionale. Chiariamo alcuni piccoli ma fondamentali passaggi, poco noti all’opinione pubblica ed anche a molti politici. Come dice qualcuno, è proprio nei dettagli che si nasconde il diavolo, dettagli troppo tecnici per essere compresi da chi non vive questa esperienza sulla propria pelle, ma che stanno generando una grande ingiustizia sociale oltre che a disgregare la forza docente, secondo lo storico principio del “divide et impera”. L’effetto immediato di questa “politica” consiste nello schierare i docenti gli uni contro gli altri in modo che non abbiano più la forza di lottare uniti per l’unica vera giusta causa in gioco: una scuola che sia davvero buona in cui si forma il nostro futuro, cioè i ragazzi di oggi.
Punti salienti dell’iter normativo che ha causato gli effetti devastanti:
1) PUBBLICAZIONE DELLA legge 107/15 CONTENENTE TERMINI E MODALITA’ PER PROPORRE DOMANDA DI ASSUNZIONE VOLONTARIA
Il 30 Luglio 2015 veniva pubblicata sulla G.U. La legge n.107/15 (meglio nota come la legge su “La Buona Scuola”,).
Secondo il principio generale della “vacatio legis”, dalla data di pubblicazione sulla G.U., alla data di effettiva efficacia della legge stessa, devono trascorrere almeno 15 giorni al fine di consentire ai cittadini di poterla “conoscere”( stante il principio generale secondo il quale “l’ignoranza della legge non scusa”). Ora, tale legge, composta da 1 articolo e 212 commi ! ( sfido il più grande giurista a poterne comprendere a fondo il portato in così brevissimo tempo) conteneva anche le modalità e le condizioni per poter aderire al “piano straordinario di assunzione” le cui domande scadevano 15 giorni dopo la sua entrata in vigore ( cioè il 14 Agosto 2015). Il fine dichiarato di tale “frettolosa” legge era ufficialmente quello a) abolire il precariato storico e la c.detta “supplentite in modo da garantire la continuità didattica agli alunni, ed evitare, cioè, il cambio annuale di quasi tutti i docenti ( n.b.- la cosa ha ancora molta più incidenza per i ragazzi portatori di handicap che si vedono sostituire annualmente il docente di sostegno dopo aver fatto una inenarrabile fatica psicologica per riuscire a stabilire con loro un “feeling” indispensabile per la loro reale integrazione-) – b) introdurre “nuove professionalità” cui affidare la formazione degli studenti italiani tramite l’introduzione delle figure dei “potenziatori” che sarebbero stati richiesti dalle scuole agli USP ( ex Provveditorati) prima dell’entrata in vigore della lx 107/15 in base alle esigenze dell’utenza e le cui assunzioni DOVEVANO ESSERE CORRISPONDENTI PER CLASSI DI CONCORSO – MATERIE_ alle richieste espresse dagli istituti scolastici c) introdurre un piano straordinario di mobilità per far rientrare in sede i docenti di ruolo da decenni in province lontane che così, finalmente, avrebbero potuto ottenere il trasferimento nelle sedi di residenza senza la necessità di chiedere annualmente le “assegnazioni provvisorie” – i posti dell’autonomia, cioè cattedre vere proprie + posti di potenziamento fissati nella tabella 1 della legge ( art 1 comma 95) sarebbero in sostanza serviti, al netto di coloro che “la ruota della fortuna” avrebbe assegnato alla prima delle 100 province inserite nella domanda, a creare i posti per il “controesodo” di questi docenti già di ruolo fuori provincia o regione da anni.
2) REALE GENESI DELLA LEGGE .
Le vere motivazioni del piano, quelle cioè “ufficiose” e note ormai a tutti, erano di tutt’altra natura e “lungimiranza politica”: 1) evitare, in extremis, la procedura di infrazione iniziata dall’UE contro l’Italia per “abuso di contratti a termine” ( si legga la famosa sentenza della Corte “sentenza Mascolo” che fa riferimento all’obbligatorietà di trasformare i contratti a t. determinato superiori a 36 mesi in contratti a tempo indeterminato, che l’Italia, soprattutto nel campo della scuola, non ha mai rispettato) ed 2) evitare i risarcimenti milionari che sarebbero stati ulteriormente riconosciuti dai tribunali del lavoro italiani in favore dei docenti per i danni causati dalla violazione di questo sacrosanto principio normativo, ribadito dalla Corte; i docenti “precari”, infatti, ogni anno scolastico venivano sistematicamente assunti con contratti a t.d. il primo settembre e licenziati il 30 giugno dell’anno successivo.
3) TERMINI E MODALITA’ ESPLICITAMENTE PREVISTE DALLA LX 107/15 PER POTER AVER IL RUOLO SUBITO
Le fasi previste dal piano straordinario di assunzione erano sinteticamente riassumibili in questi termini: 4 fasi: “0”, “A”, “B” e “C” ( e già per decifrare tutto ciò in meno di trenta giorni e prendere una decisione che avrebbe cambiato radicalmente la propria vita era quasi impossibile, con sindacalisti “in ferie” o che, al più, alzavano le mani rispondendo : “la decisione la devi prendere tu, io non mi prendo la responsabilità di consigliarti nulla”!- salvo poi a fare la “telefonatina” all’amico la sera del 13 agosto 2015 scongiurandolo di fare domanda perchè “sapevano come avrebbero potuto aggiustare le cose per non farli partire”). Per le fasi “0” ed “A” si è proceduto come si era sempre fatto fino a prima dell’entrata in vigore della 107/15, cioè assegnando il ruolo ( assunzione a tempo indeterminato) o in base alle cattedre disponibili nella provincia in cui si risultava inseriti in Gae ( Graduatorie ad Esaurimento) o dove si era inseriti in GM a livello Regionale ( graduatorie di merito in quanto vincitori dell’ultimo concorso bandito nel 2012).
4) FASI “B” e “C” : LE REGOLE CAMBIATE SUCCESSIVAMENTE-
Le successive due fasi “B” e “C”, sono quelle che oggi causano il tradimento dei diritti dei più deboli da parte proprio di quello dello Stato che dovrebbe tutelarli ma che, al contrario, li punisce, cambiando le regole in favore di chi ha aderito al piano (evitandone il fallimento). Il comma 108 recita:

Il comma 108 della lx 107/15 recita testualmente” 108. alla voce PIANO STRAORDINARIO DI MOBILITA’ DEL PERSONALE DOCENTE
Per l’anno scolastico 2016/2017 è avviato un piano straordinario di
mobilità territoriale e professionale su tutti i posti vacanti dell’organico
dell’autonomia, rivolto ai docenti assunti a tempo indeterminato entro
l’anno scolastico 2014/2015. Tale personale partecipa, a domanda, alla
mobilità per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, in deroga al
vincolo triennale di permanenza nella provincia, di cui all’articolo 399,
comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n.
297, e successive modificazioni, per tutti i posti vacanti e disponibili
inclusi quelli assegnati in via provvisoria nell’anno scolastico 2015/2016
ai soggetti di cui al comma 96, lettera b), assunti ai sensi del comma 98,
lettere b) e c). Successivamente, i docenti di cui al comma 96, lettera b),
assunti a tempo indeterminato a seguito del piano straordinario di
assunzioni ai sensi del comma 98, lettere b) e c), e assegnati su sede
provvisoria per l’anno scolastico 2015/2016, partecipano per l’anno
scolastico 2016/2017 alle operazioni di mobilità su tutti gli ambiti
territoriali a livello nazionale, ai fini dell’attribuzione dell’incarico
triennale. Limitatamente all’anno scolastico 2015/2016, i docenti assunti a
tempo indeterminato entro l’anno scolastico 2014/2015, anche in deroga al
vincolo triennale sopra citato, possono richiedere l’assegnazione
provvisoria interprovinciale. Tale assegnazione può essere disposta dal
Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca nel limite dei posti
di organico dell’autonomia disponibili e autorizzati.
Piano straordinario di mobilità
del personale docente

Se fosse necessario un intervento ermeneutico a) in base alla “ratio legis2 che era quella di abolire definitivamente la “supplentite”, la legge consentiva di far rientrare i veri docenti esodati intervenendo, indirettamente, in favore degli alunni seguendo il seguente piano, razionalmente corretto: far rientrare nelle proprie sedi di residenza i docenti entrati in ruolo in province lontane anche da decenni ( leggi TUTTI GLI ASSUNTI ENTRO IL 2014-15, cioè PRIMA DEL PIANO DI ASSUNZIONE previsto dalla 107/15), che ogni anno, NON RIUSCENDO AD OTTENERE IL “TRASFERIMENTO” (cosa diversa dall’assegnazione provvisoria o dall’utilizzazione che per i non addetti ai lavori potrebbero sembrare dei sinonimi) chiedevano L’ASSEGNAZIONE PROVVISORIA, alimentando così la “supplentite” poichè, non essendo prevedibile “a priori” se ed in quale sede scolastica tale assegnazione sarebbe stata loro attribuita dagli Usp, gli alunni vedevano annualmente avvicendarsi docenti con incarichi annuali che, certamente, non avrebbero mai più rivisto, in barba al fondamentale principio della “continuità didattica”, il cui valore fondante per l’apprendimento lasciamo ai pedagogisti illustrare “ex professo”.
Il dettato normativo, invece, relativo all’abolizione del “precariato storico” era regolato dal comma 96 ( fasi “b” e “c”) che con il precariato storico non avevano nulla a che vedere; se, infatti, la legge era volta a “stabilizzare” chi aveva più di 36 mesi di servizio nella scuola ( ed i precari storici ne hanno fatti almeno 130 di mesi al servizio della scuola!) perchè consentiva a TUTTI, INDISCRIMINATAMENTE DI POTER PROPORRE DOMANDA ANCHE SE NON SI AVEVA UN SOLO GIORNO DI PRECARIATO ALLE SPALLE? Unico requisito richiesto: essere inserito nelle Gae (graduatorie ad esaurimento, che i più avevano anche dimenticato e svolgevano da anni altri lavori. In banca, liberi professionisti etc..), Ciò ha creato il vero squilibrio tra chi ( i “non precari” e “non insegnanti”) non avendo nulla da perdere ma solo da guadagnare da un posto fisso piovuto dal cielo, ha proposto domanda senza pensarci due volte e coloro “veri precari” e “veri insegnanti” che hanno dovuto operare una scelta molto semplice: proporre domanda di assunzione con indicazione ( obbligatoria altrimenti il sistema non consentiva l’inoltro della domanda) di 100 province secondo un ordine di preferenza e affidarsi all’algoritmo matematico che avrebbe incrociato dati non prevedibili a priori ( quanti avrebbero proposto domanda, in quale ordine avrebbero indicato le sedi, quali punteggi aveva ciascun candidato etcc) e tanto meno nel risultato finale ( leggi sede definitiva di assegnazione) o non potersi permettersi il lusso di fare questo patto (- “ruolo subito ma non so dove”-) perchè malato o con situazioni familiari problematiche, magari tra i primi in graduatoria nella propria provincia, restando pur sempre tutelato dalla lx 107/15 che NON ABOLISCE LE GAE, anzi al comma 109 lett c) recita testualmente:
c) per l’assunzione del personale docente ed educativo, continua ad
applicarsi l’articolo 399, comma 1, del testo unico di cui al
decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, fino a totale
scorrimento delle relative graduatorie ad esaurimento; i soggetti
iscritti nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente
sono assunti, ai sensi delle ordinarie facoltà assunzionali, nei ruoli
di cui al comma 66, sono destinatari della proposta di incarico di
cui ai commi da 79 a 82 ed esprimono, secondo l’ordine delle
rispettive graduatorie, la preferenza per l’ambito territoriale di
assunzione, ricompreso fra quelli della provincia in cui sono
iscritti. Continua ad applicarsi, per le graduatorie ad esaurimento,
l’articolo 1, comma 4-quinquies, del decreto-legge 25 settembre
2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2009, n. 167.

LEGGIAMO ORA QUESTO ALTRO “DETTAGLIO” DELLA LEGGE: COMMA 109 lett a). TUTTI I SINDACATI HANNO SEMPRE DETTO CHE LA MANCATA ASSUNZIONE NELLA SEDE DI SERVIZIO AVREBBE COMPORTATO IL “DEPENNAMENTO” DA TUTTE LE GRADUATORIE, GAE COMPRESE, MA LA LEGGE PARLA ESPRESSAMENTE DI “GRADUATORIE DI MERITO” e tecnicamente le GM sono solo quelle relative ai concorsi, non le GAE.

ERRORE INTERPRETATIVO? MANCANZA DI PRECISIONE NELLA LEGGE? QUESTE DUE PAROLINE POTREBBERO INFATTI RISOLVERE TUTTI I PROBLEMI: coloro che hanno ricevuto una sede disagiata e sono stati assunti da GAE e non da GM possono tranquillamente rinunciare al “ruolo da deportati” ed essere reinseriti nel posto che spettava loro originariamente in graduatoria ed attendere il ruolo al pari di chi ha scelto di restare nella graduatoria della propria provincia.

105, nel rispetto
della procedura autorizzatoria di cui all’articolo 39, commi 3 e 3-bis, della
legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, l’accesso ai
ruoli a tempo indeterminato del personale docente ed educativo della
scuola statale avviene con le seguenti modalità:
a) mediante concorsi pubblici nazionali su base regionale per titoli
ed esami ai sensi dell’articolo 400 del testo unico di cui al decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato dal comma
113 del presente articolo. La determinazione dei posti da mettere
a concorso tiene conto del fabbisogno espresso dalle istituzioni
scolastiche nei piani triennali dell’offerta formativa. I soggetti
utilmente collocati nelle graduatorie di merito dei concorsi
pubblici per titoli ed esami del personale docente sono assunti, nei
limiti dei posti messi a concorso e ai sensi delle ordinarie facoltà
assunzionali, nei ruoli di cui al comma 66, sono destinatari della
proposta di incarico di cui ai commi da 79 a 82 ed esprimono,
secondo l’ordine di graduatoria, la preferenza per l’ambito
territoriale di assunzione, ricompreso fra quelli della regione per
cui hanno concorso. La rinuncia all’assunzione nonché la mancata
accettazione in assenza di una valida e motivata giustificazione
comportano la cancellazione dalla graduatoria di merito;
b) i concorsi di cui alla lettera a) sono banditi anche per i posti di
sostegno; a tal fine, in conformità con quanto previsto
dall’articolo 400 del testo unico di cui al decreto legislativo 16
aprile 1994, n. 297, come modificato dal comma 113 del presente
articolo, i bandi di concorso prevedono lo svolgimento di distinte
prove concorsuali per titoli ed esami, suddivise per i posti di
sostegno della scuola dell’infanzia, per i posti di sostegno della
scuola primaria, per i posti di sostegno della scuola secondaria di
primo grado e per quelli della scuola secondaria di secondo
grado; il superamento delle rispettive prove e la valutazione dei
relativi titoli dà luogo ad una distinta graduatoria di merito
compilata per ciascun grado di istruzione. Conseguentemente, per
i concorsi di cui alla lettera a) non possono essere predisposti
elenchi finalizzati all’assunzione a tempo indeterminato sui posti
di sostegno;
Procedure di assunzione del
personale docente ed educativo

Quindi, se la legge è legge, cioè valida “erga omnes” e se la sua certezza ex ante è un requisito fondamentale dello stato di diritto nel quale sosteniamo di vivere, ognuno ha operato la propria LIBERA SCELTA in base alla propria situazione personale sulla base di quelle disposizioni normative: alcuni hanno fatto domanda, tanto, al più, sarebbero rimasti a lavorare in banca ( ed ora si trovano “docenti” di ruolo senza un giorno di precariato), altri hanno accettato di avere il ruolo subito ma dove l’algoritmo li avrebbe destinati, altri infine – i più deboli della categoria che lo Stato dovrebbe tutelare e che, invece, sta affamando e lasciando senza lavoro per premiare chi ha aderito al piano Renzi – che ha “dovuto” scegliere di non presentare domanda per non finire in località sfornite di centri di cura di cui necessita o, magari, perchè essendo solo, senza genitori o senza coniuge, non può lasciare figli piccoli o genitori bisognosi di cure nelle mani di nessun altro.
Tutto questo avrebbe, seppure in presenza di evidenti storture, comunque, in qualche modo, tutelato un po’ tutti: a) i docenti di ruolo assunti prima del 2015-16 da anni fuori sede sarebbero rientrati evitando la ruota annuale delle assegnazioni provvisorie, quindi la supplentite ed il mancato rispetto della continuità didattica, b) chi se lo poteva permettere, accettava il patto del ruolo subito su sede ignota (- tralasciamo il criterio della MERITOCRAZIA anch’esso ampiamente ossequiato dalla legge che ha immesso in ruolo colleghi che in classe non c’erano mai entrati, figuriamoci poi se fossero in possesso di corsi, master etcc didattici sul proprio curriculum), c) chi non se lo poteva permettere (e che per dignità e pudore non ha reso note le proprie ragioni e non dovrebbe renderle note neppure in questa sede) accettava di attendere un poco di più per il ruolo ma con la certezza di averlo, per scorrimento, nella propria provincia, continuando a sostentare la propria famiglia con le SUPPLENZE ANNUALI CHE SI SAREBBERO RESE DISPONIBILI IN ASSENZA DELLE TANTE ASSEGNAZIONI PROVVISORIE chieste fino a questo momento dai docenti “esodati” che finalmente sono potuti rientrare, assegnazioni provvisorie che NON POTEVANO PIU’ ASSOLUTAMENTE ESSERE CHIESTE DAGLI IMMESSI IN RUOLO DOPO IL 2014-15 ( leggi assunti in fase “b” ed in fase “c”) così come espressamente previsto dal comma 108 ( solo per l’a.s. 2015-16 sarebbero potuti restare nella sede ove avessero stipulato un contratto a t.d. fino al 30 giugno: per i RESTANTI DUE ANNI VIGEVA IL VINCOLO TRIENNALE DI PERMANENZA NELLA SEDE DI DESTINAZIONE DEFINITIVA).
Tutto ciò fino a quando il Governo, dati alla mano ad algoritmo completato, non si è reso conto che quasi tutti coloro ( come era PREVEDIBILISSIMO SOPRATUTTO PER GLI INSEGNANTI DEL MERIDIONE CHE DA QUANDO ESISTE LA SCUOLA PUBBLICA SI TRASFERISCONO AL NORD PER AVERE IL “POSTO FISSO”) sarebbero stati destinati presso sedi lontane da casa! Come assecondare coloro che, pur avendo in mano uno strumento di democrazia diretta potentissimo – NON PROPORRE DOMANDA FACENDO FALLIRE CLAMOROSAMENTE IL PIANO DE “LA BUONA SCUOLA”- quel piano lo avevano fatto funzionare proponendo domanda volontaria?
Ecco che entra in gioco il famoso “emendamento Puglisi” dal nome della parlamentare che, essendo della sinistra, anzicchè tutelare i resuati in gae che ancora il posto non ce l’hanno ma sono stati scambiati per “oppositori del sistema” perchè non hanno fatto domanda magari perchè hanno un cancro, ha pensato bene di “premiare” chi aveva contribuito alla riuscita dello stesso: ha chiesto ed ottenuto che LA LEGGE FOSSE CAMBIATA, CIOE’ CHE COLORO CHE SECONDO L’ORIGINARIO TESTO DI LEGGE ( assunti in fase “b” e “c”) NON POTEVANO PIU’ CHIEDERE DOPO L’A.S 2015-16 ALCUNA ASSEGNAZIONE PROVVISORIA ( ma dovevano, come più volte ribadito, restare nella sede di destinazione almeno per i residui due anni) POTESSERO CHIEDERLA ANCHE PER QUEST’ANNO E NON SOLO SULL’ORGANICO DI DIRITTO MA ANCHE SU QUELLO DI FATTO!!!
Morale: si ripresenta con proporzioni più gigantesche di prima il fenomeno delle assegnazioni provvisorie che il piano di mobilità straordinario previsto dalla lx 107/15 avrebbe dovuto azzerare unitamente al fenomeno della supplentite e in più, i “veri precari” storici residuati in gae si vedono in questo modo sottratte TUTTE LE CATTEDRE ( di diritto e di fatto) SU CUI AVREBBERO ALMENO POTUTO CONTARE AVERE INCARICHI DI SUPPLENZA PER MANTENERE LA FAMIGLIA PERCHE’ SARANNO DATE TUTTE AI BENEFICIARI DELL’emendamento Puglisi che hanno un ruolo in tasca, hanno accettato le regole del gioco e si ricordano di avere figli e mariti da lasciare distanti solo a partire dal 13 agosto 2016! ( cioè quando è stata comunicata loro la sede di assegnazione definitiva)Il 14 agosto 2015 i figli non erano ancora nati, i matrimoni non ancora stati celebrati ed i genitori godevano tutti di buona salute? A titolo di cronaca va ricordato che per ottenere l’assegnazione provvisoria è sufficiente avere un coniuge, un figlio o dei genitori in vita: paradossalmente chi è solo, senza coniuge e con genitori defunti e non potrebbe neanche chiederla ( i deboli sempre più tutelati!)

Fatta questa indispensabile premessa esplicativa, noi precari ancora inseriti nelle Gae chiediami il RISPETTO DELLA LEGGE A CUI CI SIAMO AFFIDATI FACENDO UNA SCELTA DOLOROSA ( se avessimo saputo dell’emendamento Puglisi nessuno di noi avrebbe esitato a fare domanda e nella scuola sarebbero davvero entrati docenti con decenni di esperienza sul campo e con specializzazioni) mediante:
1) Abolizione immediata dell’emendamento Puglisi che, oltre a lasciare senza lavoro migliaia di precari storici, ripropone il fenomeno della supplentite che la lx 107/15 aveva il principale scopo di eliminare in nome di una seria “continuità didattica”.
2) ABOLIRE LE ASSEGNAZIONI PROVVISORIE ATTUATE IN MODO SELVAGGIO ED INDISCRMINATO, senza una preventiva quota di ripartizione tra gae ed altri.
3) In estremo subordine garantire una quota di assegnazioni provvisorie pari al 50% di a.p. i neo-assunti CHE ABBIANO ALMENO 36 MESI DI PRECARIATO ALLE SPALE ed il restante 50% alle gae per ruolo e supplenze annuali.
4) Impedire incarichi di sostegno a chi non ha il titolo di specializzazione regolarmente CONSEGUITO PRIMA DELL’ENTRATA IN VIGORE DELLA LX 107/15 dal momento che a partire dalla vigenza di questa legge il sostegno non è più una specializzazione ( che naturalmente resta validissima per chi l’ha conseguita tramite SSIS o TFA) ma una Vera e propria classe di CONCOrsO AUTONOMA PER CUI PER ACCERVI E’ necessario SUPERARE UN CONCORSO ( durissimo come quello appena bandito). In presenza di decine e decine di docenti di sostegno plurispecializzati, con decenni di esperienza sul campo alle spalle, che conoscono questi ragazzi “speciali” e spesso hanno trovato le giuste “chiavi” di accesso al loro mondo, affidarli a docenti senza ABILITAZIONE ( non un “foglietto di carta rilasciato come pezza giustificativa come qualche sindacato ha già in mente di fare”) equivarrebbe a compiere una condotta penalmente rilevante: esercizio abusivo della professione.
5) Ricordarsi dell’esistenza del comma 69 che recita così

69. All’esclusivo scopo di far fronte ad esigenze di personale ulteriori
rispetto a quelle soddisfatte dall’organico dell’autonomia come definite
dalla presente legge, a decorrere dall’anno scolastico 2016/2017, ad
esclusione dei posti di sostegno in deroga, nel caso di rilevazione delle
inderogabili necessità previste e disciplinate, in relazione ai vigenti
ordinamenti didattici, dal regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, è costituito annualmente con
decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, un ulteriore
contingente di posti non facenti parte dell’organico dell’autonomia né
disponibili, per il personale a tempo indeterminato, per operazioni di
mobilità o assunzioni in ruolo. A tali necessità si provvede secondo le
modalità, i criteri e i parametri previsti dal citato decreto del Presidente
della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81. Alla copertura di tali posti si
provvede a valere sulle graduatorie di personale aspirante alla stipula di
contratti a tempo determinato previste dalla normativa vigente ovvero
mediante l’impiego di personale a tempo indeterminato con provvedimenti
aventi efficacia limitatamente ad un solo anno scolastico. All’attuazione
del presente comma si provvede nei limiti delle risorse disponibili
annualmente nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione,
dell’università e della ricerca indicate nel decreto ministeriale di cui al
primo periodo, fermo restando quanto previsto dall’articolo 64, comma 6,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,

6) Agire sui posti di potenziamento: in molte classi di concorso in “fase C” non è stato assunto nessuno: questi posti, per cui esisteva già la copertura finanziaria, potrebbero essere assegnati ai docenti ancora in GAE

7) PIANO AL MASSIMO TRIENNALE DI SMALTIMENTO TOTALE DELLE GAE MEDIANTE ASSUNZIONE IN RUOLO DI CHI HA ALMENO 36 MESI DI SERVIZIO.

NB ricordiamo che chi resta precario a causa di questa situazione scandalosa e dovesse avere la fortuna di avere qualche supplenza annuale, sopravviverebbe economicamente solo per 36 mesi dal momento che la legge 107/15 prevede questa “mannaia” al comma 131
131. A decorrere dal 1o settembre 2016, i contratti di lavoro a tempo
determinato stipulati, con il personale docente, educativo, amministrativo,
tecnico e ausiliario presso le istituzioni scolastiche ed educative statali,
per la copertura di posti vacanti e disponibili, non possono superare la
durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi.
Limite della durata dei
contratti di lavoro a tempo
determinato del personale
scolastico
TUTTE LE PRESENTI POPOSTE ALTRO NON SONO CHE LA RICHIESTA DEL RISPETTO DI UNA LEGGE E DELLA SUA “RATIO”, SU CUI I CITTADINI DI BUONA FEDE HANNO FATTO AFFIDAMENTO MAI PENSANDO ALLA POSSIBILITA’ DI UN PROVVEDIMENTO CON EFFETTI, DI FATTO, RETROATTIVI CHE LI AVREBBE DANNEGGIATI IN BARBA AD OGNI PRINCIPIO COSTITUZIONALE ( per i criminali si applica il principio del “favor rei” e della non retroattività della legge ad esso più sfavorevole; perchè mai, invece, questo principio non deve valere per dei docenti che in vita loro hanno sempre rispettato ed insegnato a rispettare le regole del vivere civile?) E SONO A COSTO ZERO PER LO STATO; AL CONTRARIO IL TENTATIVO ESTREMO DI FAR RIENTRARE A CASA “CONTRA LEGEM” I “DEPORTATI VOLONTARI” ( l’ossimoro è di dubbio gusto per quei professori che la storia la conoscono davvero) oltre che ad incancrenire ancor più i fenomeni del “precariato storico” e della “supplentite” comporterebbere ulteriori impegni di spesa che graverebbero su tutta la colletività sotto forma di tributi,
Fiduciosi in un Suo sollecito intervento per la ristabilire l’equità sociale a livello di CONTRATTAZIONE DECENTRATA REGIONALE. I “nastrini rossi” o “deportati volontari” ( quelli cioè che hanno accettato il patto -“ruolo subito ma fuori provincia o Regione”-) ora “rubano” il lavoro a chi, originariamente tutelato dal testo “genuino” della 107/15, AVEVA GIA’ PROBLEMI A TRASFERIRSI VERSO UNA DESTINAZIONE IGNOTA “, ciè i nastrini bianchi o residuati GAE” ( era malato, figli piccolissimi, genitori con necessità di cure) GIA’ IL 14 AGOSTO 2015. I PROBLEMI NON SONO SORTI IMPROVVISAMENTE IL 13 AGOSTO 2015 QUANDO i “nastrini rossi” ( lasciati per un anno sotto casa e rassicurati dai sindacati che …. con tanti assunti a t. i avrebbero avuto tante più trattenute “fisse” dalle loro buste paga, mentre i poveri precari pagano solo se e quando hanno l’incarico!) HANNO SAPUTO DI DOVER PARTIRE!!
L’emendamento Puglisi stravolge la “ratio legis” e lede uno dei principi cardine della Costituzione e dello Stato di diritto agendo RETROATTIVAMENTE E MODIFICANDO IN PEIUS i diritti di chi ha scelto di non aderire al piano straordinario di assunzione.
Per i delinquenti vige il principio della “irretroattività della legge che aggrava le pene per i reati commessi prima della sua entrata in vigore, in virtù del il principio del “favor rei; perchè mai per noi docenti “veri precari storici” che non abbiamo infranto nessuna legge, anzi che pretendiamo che venga rispettata così com’era quando abbiamo attuato la nostra “condotta non penalmente rilevante” questo principio non vale? Ce lo dica Lei che è un giudice ed una persona corretta prima che un politico.

I PRECARI GAE

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