Margherita Hack (Sette – marzo 2011)

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Incontro Margherita Hack, 88 anni, astrofisica di fama mondiale, nella sua abitazione triestina. Le stanze sono gonfie di libri. Sulle copertine stelle e pianeti. Su un muro c’è uno striscione: Margherita Papa. Glielo hanno regalato quelli dell’Unione Atei e Agnostici, di cui è presidente onorario. Apertamente schierata a sinistra, con vistose venature anticlericali, Hack generalmente viene consultata dalla stampa “progressista” per bastonare dall’alto della sua scienza Berlusconi che taglia i fondi alla ricerca o che è troppo conservatore su diritti e bioetica. Il terremoto giapponese e il disastro della centrale nucleare di Fukushima, però, hanno rispolverato il suo inusuale status di ambientalista nuclearista. Ed ecco quindi i quotidiani considerati più vicini alla maggioranza di governo (Il Giornale, Il Tempo) aggrapparsi alle sue parole per sostenere la necessità di costruire centrali in Italia. Titolo: “Hack: al referendum voterò per le centrali”. Quando le chiedo se si sente a disagio in questo giochino mediatico, ridacchia. Dice: «L’energia ’un l’è né di destra né di sinistra». Malgrado abbia vissuto più di quarant’anni nel capoluogo triestino, le sue origini fiorentine emergono a ogni vocale pronunciata: «Mi piace di molto dire quel che penso». Recentemente ha pensato (e detto) che dal punto di vista geologico la Sardegna è il luogo ideale per costruire le centrali. Mentre parliamo, le agenzie battono le reazioni del presidente della Regione, Ugo Cappellacci: «La professoressa Hack spenda le sue argomentazioni con i suoi vicini di casa».
Professoressa, il governatore sardo si è imbufalito.
«Non è colpa mia se la sua regione è la più solida. Lo dicono i geologi».
La sua colpa è di essere una “verde-atomica”.
«Scorie a parte, il nucleare è la fonte di energia che inquina di meno l’aria».
“Scorie a parte”. Non è una premessa irrilevante.
«Una soluzione esiste. Ma è utopistica».
Quale sarebbe?
«Siamo in un villaggio globale. L’energia è un problema globale che va risolto a livello globale».
E quindi?
«Le centrali andrebbero costruite nei luoghi del pianeta con minor rischio geologico. E da lì si potrebbe distribuire l’energia. In ogni caso serve gente un po’ più seria degli italiani».
Non si fida delle capacità degli italiani?
«Immagino tempi biblici, costi in perenne lievitazione, infiltrazioni mafiose… Diciamolo: in Italia le centrali non si faranno mai».
Sicura?
«Non si riesce a fare nemmeno una discarica! Figuriamoci le centrali. Non c’è una regione che le voglia».
Lei ha detto: voterei “sì” al referendum.
«Votai “sì” al nucleare anche nel 1987. E come me, fecero molti altri scienziati di sinistra. Allora c’era Chernobyl, ora c’è Fukushima. Gli incidenti devono far riflettere, far pensare a nuove precauzioni, ma non si può rinunciare al nucleare sull’onda emotiva degli incidenti».
Dacia Maraini, sul Corriere, ha crocifisso chi usa questi argomenti: «Siamo alla solita arroganza umana. Pensiamo di poter controllare anche i materiali più pericolosi».
«L’arroganza dell’uomo è una delle basi del progresso. Se dopo il primo incendio gli uomini che avevano scoperto il fuoco si fossero fermati, saremmo ancora all’età della pietra. L’incidente di Fukushima deve far pensare, deve far aumentare le cautele, ma non può bloccare tutto. Anche perché nel pianeta il problema energetico c’è. Petrolio e gas finiranno. Noi già oggi dipendiamo dall’estero».
Esistono le fonti di energia rinnovabile.
«Sono ambientalista. Lo so bene. Ma bastano? Piuttosto il governo dovrebbe fare qualcosa di più sul risparmio energetico».
Quello del risparmio è anche un problema culturale. Lei segue le 10 regole di Al Gore?
«Quali sarebbero?».
No alla vasca sì alla doccia. Spegnere sempre luci e lucette…
«Ah. Come facevamo cinquanta anni fa! Sì, risparmio».
È favorevole o contraria ai termovalorizzatori?
«Favorevole, se non inquinano».
C’è un dibattito feroce anche su questo.
«Nel frattempo in Germania, producono calore con i nostri rifiuti. E noi paghiamo. Bei bischeri, ahah. Che senso ha temere il nucleare e i termovalorizzatori se poi si corrono rischi ben più gravi?».
Quali rischi?
«Intorno al Vesuvio abita più di un milione di persone. È un vulcano vivo, che accumula energia».
È più pericoloso vivere accanto a una centrale nucleare o sotto il Vesuvio?
«Sotto il Vesuvio. Io non sono un geofisico, ma la logica mi fa dire che prima o poi il Vesuvio erutterà. Non si sa quando, ma essendo vivo…».
Una volta ha detto: «L’uomo è il più grande pericolo per il pianeta Terra». Non è un’affermazione che contraddice la sua passione per il progresso?
«Il progresso può e deve essere cosciente. L’importante è imparare dagli errori».
Catastrofismi. Le dice niente la data 21 dicembre 2012?
«Ahahah. La profezia dei Maya sulla fine del mondo? Balle spaziali. Considero balle anche gli oroscopi. E guardi che studio le stelle e i pianeti da sessant’anni».
Ricorda la prima volta che ha osservato una stella con un telescopio?
«Sì, ma non è questa una grande emozione. È una lucetta. È molto meglio un cielo stellato a occhio nudo».
Come è diventata astrofisica?
«Dopo il liceo, mi sono iscritta a Lettere. Scrivevo bene e si pensava facesse per me. Dopo un’ora di lezione ho deciso di passare a Fisica. E facendo ricerca mi sono appassionata alle stelle».
La sua preferita?
«Epsilon Aurigae. Studiai le sue anomalie a Berkeley nel ’57. Ipotizzai una causa per le anomalie. Diciotto anni dopo un satellite predisposto a osservare gli spettri ultravioletti confermò la mia teoria».
Avere a che fare con l’universo, con la creazione e la vita dei pianeti e delle stelle fa sentire minuscoli?
«Al contrario. È meraviglioso constatare che osservando delle piccole lucine, deboli e lontane, si sia arrivati a capire come sono fatte, perché brillano e perché muoiono».
Ha mai avuto il desiderio di andare sulla Luna?
«Mah».
Dov’era il 20 luglio 1969 durante l’allunaggio?
«A casa di mio padre. Che aveva comprato apposta un minuscolo televisore. Non si vedeva un granché».
L’uomo abiterà mai su Marte o sulla Luna?
«A fare ’he?».
Lei ha detto più volte che è da presuntuosi pensare di essere gli unici ad abitare l’universo.
«Ho anche detto che molto difficilmente riusciremo a incontrare altre forme di vita».
Perché?
«Per arrivare sui pianeti potenzialmente abitabili bisognerebbe percorrere distanze enormi. Ci vorrebbero migliaia di anni. La velocità della luce è un ostacolo insuperabile».
Torniamo sulla Terra. Lei ha ricevuto riconoscimenti internazionali, ha scritto volumi e manuali, per 23 anni (dal 1964 al 1987) ha diretto l’Osservatorio astronomico di Trieste. Si dice sempre: Hack, l’unica donna… una delle poche donne…
«Non è un bel momento per le donne italiane».
Lei è favorevole alle quote rosa?
«Uhm. Per sbloccare la situazione, sì. Ma poi si dovrebbe andare avanti con le proprie capacità. Certo, in Italia ora è tutto fermo: ricerca, scuola, università».
Lei li ha visti tutti all’opera. Mi dice il nome del miglior ministro della Ricerca e dell’Università della storia repubblicana?
«Ruberti: un tecnico di area socialista».
È quello contro cui si scatenò il movimento della Pantera nel 1990.
«È quello che ha sbloccato le carriere accademiche».
La Gelmini?
«Lasciamo perdere. La sua riforma renderà ancora più precaria la vita dei ricercatori. Se si pensa che non è nemmeno la peggiore…».
Chi sono i peggiori?
«Ormai ministri e politici vengono scelti in base al livello di servilismo. Nella deprecata e demoniaca Prima Repubblica almeno c’era gente di valore. A destra e a sinistra».
Rimpiange l’era delle ideologie?
«Evidentemente le ideologie producevano ideali. Comunisti e democristiani avevano ideali diversi ma cercavano il modo di confrontarsi democraticamente. Ora ci si scontra per partito preso. E Berlusconi segue l’ideologia dei propri interessi».
Il nome di un politico a cui affiderebbe la guida del Paese?
«Vendola è bravo. O Bindi: razionale e decisa».
A cena col nemico?
«Tremonti. Mi sembra abbastanza serio».
I tagli alla ricerca li ha voluti anche lui.
«Durante la cena gli suggerirei di rivolgere altrove le forbici».
Lei ha un clan di amici?
«Ne cito due: Amleto, ex canzonettiere ed ex meccanico. E Armando, che era il custode dell’Osservatorio di Trieste».
Qual è la scelta che le ha cambiato la vita?
«Decidere di studiare le stelle».
Una volta ha detto: la mia più grande passione è lo sport, non è la scienza.
«È vero. Negli anni Quaranta ero una campionessa: salto in alto, in lungo, pallavolo…».
Che cosa guarda in tv?
«I tg e alcuni talk show. Ero una fan del Commissario Rex, ma non lo fanno più».
Adesso lei è protagonista di una trasmissione in tv. Big bang sul canale satellitare per bimbi DeAkids.
«La conduce Federico Taddia. Con lui ho scritto anche il libro Perché le stelle non ci cadono in testa (De Agostini)».
Nella prima puntata di Big bang spiega ai giovanissimi telespettatori che l’asteroide Apofis nel 2036 potrebbe distruggere la Terra.
«Bisogna dire la verità. Soprattutto ai piccolini».
Va bene. Ma la prospettiva di vivere solo altri venticinque anni non è luminosissima.
«Nel momento in cui si scoprisse che Apofis è in rotta di collisione col nostro Pianeta ci sarebbero molti modi per intervenire».
Un esempio?
«Bombardare l’asteroide. O farlo avvicinare da un’astronave che lo attiri con la sua forza di gravità».
Sembra fantascienza. Tra Guerre stellari e Armageddon. Il suo film preferito?
«Amarcord di Fellini. Ricorda lo zio arrampicato sull’albero? “Voglio una donnaaaa”».
Il libro?
«La montagna incantata di Thomas Mann».
La canzone?
«Mi piace di molto Vivaldi… Le quattro stagioni».
Sa che cos’è Facebook?
«Sì, è un social network. Mi guardo bene dall’avvicinarmici».
I confini della Libia?
«Sembrano tirati con la squadra».
Sa quanto costa un litro di latte?
«Oddio, boh».
È vero che non ha mai mangiato né carne né pesce?
«Sì. Non sono indispensabili».
Quanti sono gli articoli della Costituzione?
«’Un lo so. Bocciata?».

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Categorie : interviste
Commenti
paolo 4 aprile 2011

non perchè son toscano, sarei un ipocrita,credo in quel che afferma,questa grande toscana.in giappone è stato una specie di diluvio.a pochi kilometri dai nostri confini,di centrali nucleari ne abbiamo una miriade.e allora?……….

Boldrini Stefano 16 marzo 2012

ciao

Boldrini Stefano 16 marzo 2012

dopo attenta analisi di chi ci governa, per quanto io sia sempre contro non al nucleare ” come fonte di energia ” ma a chi e come viene sottovalutato, il fattore di tenere tali impianti efficenti, e altro che molti forse hanno notato ” troppe anomalie ”
comunque come dicevo, dato che il tutto di sempre porta che tutti si debba come ebeti dire solo si padrone, oggi anche ai politici di turno, senò si perde i pez. per capirci !!!!!!!!!!!!!!!
se invece dici come ebete, bravi si come fate voi è il meglio, in questo modo si ottiene ” un pochino di ? ”
mentre nel vero ti tolgono ugualmente tutto, anche la voglia di fare cose buone, quindi come ho detto all’inizio, noi contiamo forse ( ? )e quindi si bravi anzi vi dico berlusconi cento centrali, sono ottime contro i microfumi delle tutte ( ? )
e se guardo quanto ho io perso, e quanto hanno perso poi tutti in IT. dico cari politici, il futuro lo avete rubato in ogni modo, ecco il mio cambiamento vero di pensiero, che oggi dice si cari signori, un milione di centrali nel mondo, e in prevalenza in IT. sono a favore” SE NON CREDETE FATE UN REFERENDUM. E VI FARÒ IO PERSONALMENTE OTTANTA MILIONI DI VOTI ”
COSICHÈ ANCHE IL FUTURO DEI VOSTRI FIGLI SARÀ COME………………………….
AUGURI.

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