Roy De Vita (Sette – ottobre 2010)

17 commenti

Roy De Vita, 53 anni, chirurgo plastico, diecimila interventi all’attivo, primario dell’Istituto Tumori Regina Elena di Roma e, per gli appassionati di gossip, compagno barbuto dell’attrice Nancy Brilli, mi accoglie in un appartamento pariolino tutto vetrate, giardini, specchi e candele. Appena si siede sul divano bianco gli rovescio addosso tutto il repertorio classico del benpensantismo: «Vergogna. L’Italia si è trasformata nel Paese delle rifatte e dei rifatti. Barbara Alberti dice che la plastica è il burqa delle donne occidentali». Provo l’affondo: «Ci sono banche che concedono i mutui per rifarsi il naso e alcuni sposini inseriscono il ritocchino nella lista di nozze. Le pare normale?». De Vita, che l’anno scorso ha fatto saettare il suo bisturi anche in tv (con la trasmissione Diario di un chirurgo), sorride e replica: «Guardi che la penso come lei». E via con l’invettiva contro i chirurghi che propongono il “tre per due”, contro le pazienti italiane che sono le peggiori («Si aspettano risultati miracolosi e sempre senza sofferenze») e contro i mascheroni: i signori e le signore talmente rifatti che sembrano tutti uguali.
De Vita, un chirurgo plastico anti-mascheroni è un controsenso.
«Mi fa impressione vedere certe donne rifatte che sembrano sorelle, come se avessero un cromosoma comune che le rende identiche».
Non è un cromosoma a renderle tutte identiche, è il suo bisturi.
«No, non il mio. A me l’omologazione non piace. Evito di produrre quei labbroni e non metto protesi negli zigomi».
Sicuro? E che cosa fa, allora?
«La metà dei miei interventi è di chirurgia ricostruttiva, riguarda pazienti malati di tumore o che hanno subito traumi. In chirurgia estetica preferisco il restauro conservativo».
E cioè?
«Non altero la fisionomia del viso. E quando si presenta nel mio studio una di quelle signore coi labbroni a canotto, mi auguro che gli altri pazienti non pensino che sia opera mia. Io al massimo uso il botox».
Il botox blocca la mimica facciale. Rovina le attrici.
«Se usato in maniera saggia si ottiene un giusto compromesso tra il blocco della mimica e i benefici anti-ruga».
Qual è l’intervento più richiesto?
«La rinoplastica. E poi la mastoplastica per le donne e la blefaroplastica per gli uomini. Ma arrivano anche richieste assurde».
Per esempio?
«Un pene perennemente in erezione o cose simili. Molti pensano di andare dal chirurgo come se fosse un supermercato. Mi capita di rifiutare pure richieste ragionevoli».
A chi dice “no”?
«Alle mogli che sperano di riconquistare i loro mariti con le tette nuove. A chi viene da me con la foto di un’attrice e ordina: “Voglio diventare così”. Me la cavo con una battuta: mi chiamo De Vita, non De Nazareth. Attraverso l’intervento molti pazienti cercano di somigliare di più all’immagine che hanno di se stessi. Ma in realtà l’atteggiamento delle persone che ti circondano non cambia».
Altri rifiuti?
«Sono nella commissione che ha suggerito il divieto degli interventi sulle minorenni».
È vero che ci sono ragazze che chiedono ai genitori un seno nuovo per i loro diciotto anni?
«Sì. Ma non sempre sono da biasimare. Se una ragazza vive un disagio psicologico, se non è un capriccetto, non è sbagliato intervenire».
Come fa a non essere un capriccetto chiedere un seno nuovo a papà e a mamma?
«Non avere seno può sembrare roba da nulla. Ma il seno è comunque un simbolo di femminilità e in un mondo bombardato da immagini di seni prosperosi…».
In un mondo così c’è chi auspica un cambiamento del modello culturale e una riduzione dell’esposizione di tette prorompenti in circolazione.
«Sì, ma nel frattempo ci sono ragazze che stanno male. Che maturano disturbi alimentari. Il mio primo compito è distinguere il disagio dal capriccio. Poi far capire che si tratta comunque di un intervento chirurgico. Che può avere complicanze, che può lasciare segni… Mi sono capitate attrici che mi hanno chiesto un’operazione a dieci giorni dall’inizio delle riprese di un film. Follia».
Attrici. Che senso ha che una bellezza come Cameron Diaz si sia sottoposta a ritocchi così evidenti?
«Non ha senso. Si è rovinata».
Una classifica dei più devastati dalla chirurgia.
«In testa c’è Mickey Rourke. Ha stravolto la sua fisionomia. Poi Meg Ryan, una tragedia. Negli Stati Uniti è frequente la sindrome Jessica Rabbit».
Che cosa sarebbe?
«Quando una paziente si abitua al nuovo status estetico e si vuole evolvere sempre di più. Un medico dovrebbe dare lo stop».
Non succede?
«No. Anche in Italia c’è chi propone il tre per due: se ti fai naso e tette, ti rifaccio pure il sedere. Ma siamo pazzi?».
Anna Magnani, al suo truccatore che le voleva coprire le rughe, una volta disse: «Lasciamele tutte. Ci ho messo una vita a farmele…».
«È vissuta troppo tempo fa per poter dire che oggi non si ritoccherebbe. Detto ciò, anche in Italia ci sono esagerazioni».
Fuori i nomi.
«Il primo che mi viene in mente? L’anno scorso all’Isola dei famosi c’era una ragazza… come si chiama… Nina Senicar… per poco non si vedeva pure la marca delle protesi agli zigomi. Troppo».
Esiste un modello di donna ben rifatta?
«Jane Fonda. Settant’anni e non dimostrarli. Senza stravolgimenti».
Qual è il suo ideale di seno non rifatto?
«Quello di Manuela Arcuri di qualche anno fa. Gravità zero».
Il viso?
«Angelina Jolie. Che qualche ritocco se lo fa, ma sarebbe un sogno anche senza acido ialuronico».
Acido…?
«…ialuronico. Si usa per le rughe. Come il botox».
Per chi usa il botox ogni quanto tempo c’è bisogno di un “tagliando”?
«Va ripetuto due volte l’anno. Ai pazienti lo chiarisco sempre: gli unici interventi definitivi sono la rinoplastica e l’aggiustamento delle orecchie a sventola».
Anche il seno va risistemato?
«La vulgata è che ci si debba mettere mano ogni dieci anni».
Perché nel frattempo il resto del corpo invecchia?
«Sì. Ma in certi casi la protesi resiste di più. Certo, le tecnologie progrediscono. Qualche giorno fa mi è capitato di rivedere una paziente che avevo operato venti anni fa. Le ho detto: “Con quelle vecchie protesi non può andare in giro”».
Lei ritocca più attrici o più casalinghe?
«Non c’è una categoria che prevale sulle altre. Negli ultimi anni sono aumentati anche i politici».
Le richieste tipo del politico?
«Sono molto vicine a quelle del mondo dello spettacolo».
Il Teatrone della politica.
«È normale. Giovani parlamentari di destra con borse sotto gli occhi. Ex ministri di sinistra con capillari troppo visibili. Corrono al restauro. Soprattutto quelli più esposti mediaticamente».
Dica la verità: è lei che ha messo le mani e il bisturi su Berlusconi?
«No. Molti hanno millantato di essere gli autori dell’intervento. In realtà l’ha operato un mio amico americano, in Svizzera».
Che cosa si è rifatto il premier?
«Ha fatto un piccolo lifting. Non completo, perché senza capelli non si possono nascondere le cicatrici superiori».
Lei si rifarebbe qualcosa?
«No, ho un buon rapporto con lo specchio».
Se suo figlio a diciotto anni le chiedesse di rifarsi il naso…
«Non ci troverei nulla di male. Ma non lo opererei io».
Lei ha operato sua moglie, Nancy Brilli.
«L’ho conosciuta in ambulatorio. Venne da me per sistemare alcune brutte cicatrici».
Poi però si è ritoccata altro.
«No, lei si fa al massimo qualche bio-stimolazione. Cose leggerissime. Quelle labbra carnose ce le ha pure suo fratello».
Lei quanti interventi fa all’anno?
«Qualche mese fa ho scoperto che una paziente aveva messo all’asta on line un appuntamento con me. Farò un migliaio di interventi l’anno».
Oggi quanti ne ha fatti?
«Sette. Il 60% è di chirurgia ricostruttiva».
L’intervento che le ha dato più soddisfazione?
«La ricostruzione integrale della parte frontale del cranio di Ivo, un soldato croato».
Ricorda il suo primo intervento?
«Un piccolo tumore cutaneo su un braccio».
Come si è avvicinato alla medicina?
«L’ho respirata in casa sin da piccolo. Mio padre era otorinolaringoiatra».
Mi racconta la sua infanzia?
«Felice. Da figlio di papà. Napoletano, vacanze a Capri e a Cortina. Da ragazzo ho avuto anche velleità da attore. A diciotto anni, durante gli studi universitari, mi guadagnavo da vivere facendo il maestro di sci. Quando nel 1975 ho scelto di studiare chirurgia plastica, era roba da pionieri».
È vero che c’è un’invasione di medici che rifanno nasi e tette senza essere specializzati?
«Sì. È un far west. Io ho preso la specializzazione nel 1986, dopo un paio d’anni di pratica in Inghilterra».
A cena col nemico?
«Con Lina Sotis: parla sempre male della chirurgia plastica e ha la pretesa di insegnarti a vivere. Ma dice anche cose sagge».
L’errore più grande che ha fatto?
«Non ho rimorsi né rimpianti».
Che cosa guarda in tv?
«Mi fermo soprattutto sui canali Sky di approfondimento».
La sua trasmissione Diario di un chirurgo…
«Chi l’ha vista ha capito le mie intenzioni: far vedere che chi fa la mia professione non si occupa solo di tette e culi. Volevo prendere le distanze da chi vende le operazioni chirurgiche come se fossero caramelle».
Il libro preferito?
«Il piccolo principe. È un libro che va letto da adulti».
La canzone?
«The long and winding road. Nella musica i Beatles hanno inventato tutto».
Il film?
«L’ultimo imperatore di Bertolucci. Visto e rivisto».
Quanti articoli ha la Costituzione?
«Non ne ho idea».
Centotrentanove. Quanto costa un litro di silicone?
«Tanto. Ogni singola protesi, circa 850 euro».
E un litro di latte?
«Un euro e venti circa. Da cuoco, lo so».
Cuoco. Il piatto che le riesce meglio?
«Tagliolini agli agrumi. Quando li mangi ti sembrano pieni di burro. E invece non c’è un grammo di grasso».
Sa che cos’è Twitter?
«Certo. Ci racconto i miei spostamenti. E c’è finito anche l’annuncio del nostro incontro per questa intervista».

www.vittoriozincone.it
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Categorie : interviste
Commenti
sarli 7 novembre 2010

Nina Senicar non ha gli zigomi rifatti… ne sono sicura al 100%… mi sorprende che un medico con tale esperienza, come lui dice, mi sorprende che dica una cosa del genere…. sono certissima che non ha fatto gli zigomi…
sono meno certa che la moglie del dottore abbia solo tolto delle cicatrici e faccia di tanto in tanto solo della biostimolazione… quante balle….

vz 8 novembre 2010

Quando avrò modo, girerò le sue obiezioni (che cmq avevo già fatto io, e credo che nell’intervista sia chiaro) a De Vita.
grazie per la lettura.

sarli 8 novembre 2010

grazie x la risposta ma non ho visto obiezioni da parte sua nell’intervista…
buona giornata

vz 9 novembre 2010

Le obiezioni non riguardavano Senicar (di cui non conosco le caratteristiche somatiche), ma la signora Brilli. A un certo punto scrivo: “… poi però si è ritoccata altro…”, esprimendo così le sue stesse perplessità.
a presto

gino venezia 10 novembre 2010

Piu’ che un commento , la tua intervista mi ha riaperto una porta , quella della speranza. Mia moglie sono 30 anni che lotta contro il cancro . Mai smesso di sperare e lottare. Roberta cosi’ si chiama , e’ stata mastetomizzata del seno destro , la protesi e’ stata rigettata , questo tanti anni fa’ . Ora mi piacerebbe sentire il dottor De Vita se la chirurgia ha fatto passi avanti e se si l’evventuale disponibilita’ a una visita . Comunque grazie per la speranza . GINO

mari 28 novembre 2010

sua moglie e brutta e tutta riffata ,ma andiamooo

Coleen Sosa 23 dicembre 2010

sua moglie e brutta e tutta riffata ,ma andiamooo

ippocrate 14 gennaio 2011

caro dott.devita lei non ha l’umilta dei grandi uomini
pensi ai suoi Enormi errori chirurgici e si faccia unesame di coscenza stia più in reparto con i pazienti e meno in televisione ne abbiamo abbastanza !!!

simo 24 gennaio 2011

nancy brilli è sempre stata il mio mito.è vero che proviene da una famiglia di ricchi nobili ?tipo conti?

simo 1 febbraio 2011

nancy brilli è una contessa di nascita?

Carla Patrizi 3 febbraio 2011

Cosa ne pensa dei filler? spero tutto il male possibile è un’ ecatombe i danni che che provocano sono irreversibili lei è d’ accordo?
Io sono stata deturpata da un suo famosissimo collega.
Oggi ho seguito la sua intervista domani la risento spero di aver compreso male.
P.S. ci siamo conosciuti diversi anni fa in ospedale al P. U I°

vz 7 febbraio 2011

Gentile Carla,
non credo che De Vita legga questo blog/archivio. Se vuole un suo parere sui “filler”, le consiglio di scrivere a lui o al suo studio.
Dispiaciuto per il suo inconveniente le porgo cordiali saluti.
vz

luca 24 luglio 2011

penso che le tette dell’arcuri siano rifatte…e anche altro

paola 24 gennaio 2012

Ci può essere “la necessità di ritoccarsi” per superare difficoltà psicologiche.
Ma come si può scegliere un bravo chirurgo plastico che sia scrupoloso e professionale (che purtroppo no è sinonimo di fama) ?
Grazie

piera cobelli 31 gennaio 2012

Da 2 anni mi porto addosso infezione da filler precisamente VISAGEL .non ho pace sett ho il viso infettato ,dopo 4 sedute di jaluronoidasi,trattato con antibiotici:augmentin,rocefin ,ciproxin,in concomitanza con cortisone sempre….sintomi :febbre ves alta gonfiore come un pallone…..chiedo le alternative ai medicinali….grazie aspetto risposta.

emilia.estatico 12 febbraio 2012

buongiorno siccome lei è un chirurgico di fama internazionale..volevo un consiglio..tramite un intervento di mastectomia.mi è stata messa una protesi a sua volta si è incapusulata..sono stata sottoposta ad un lipofilling….senza staccare la protesi dal muscolo che si è attacata…è cosi che andava fatto??visto che il problema non è stato risolto…forrei gentilmente una risposta grazieeeeeeeeeeeeeeee

maria vittoria 15 maggio 2016

Sono una donna d TORINO età i 75 ANNI E HO PIENA FIDUCIA DEL dott. DE VITA.
Anche io ho un grosso problema, dovuto ad un incidente AVVENUTO 70 anni fA IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA..
Fui investita da un pirata della strada in bicicletta che con il pedale mi provoco’ UNA GRANDE FERITA SOTTO L’OCCHIO DESTRO, lasciandomi in mezzo alla strada senza alcun soccorso.
Purtroppo questo mi ha segnato per tutta la vita.
Giustamente Lei si porrà molte domande,come mai non ho
pensato di farlo prima, ma purtroppo un po’ per paura che l’intervento non riuscisse bene e quindi anche ostacolata da chi mi circondava.
Ora questa cicatrice mi provoca prurito non so il motivo,pertanto avrei deciso di fissare un appuntamento c/o il Suo studio per una accurata visita
Chiedo se visita anche a TORINO o vicinanze.
La ringrazio per l’attenzione e in attesa di riscontro con i mail o con telefono al 338/72.35.952 Le porgo i miei calorosi saluti
de Nucci Maria Vittoria

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