Stefania Prestigiacomo – 2 (Sette – aprile 2010)

25 commenti

Roma sud. Il ministero dell’Ambiente si trova in un palazzo incastonato tra la trafficatissima via Cristoforo Colombo e una serie di parcheggi più o meno abusivi. Una rapida ispezione del salottino in cui mi fanno accomodare rivela che: gli infissi sono ad alta dispersione di calore e i faretti sono ultra consumanti. Esploro il bagno. Non c’è il doppio scarico. E un rubinetto perde. Entrato nell’ufficio del ministro Stefania Prestigiacomo le riferisco l’esito del controllo: «Siete eco-incompatibili». Lei si siede, sistema la foto del presidente Napolitano («La preferisco appoggiata, non appesa») e mi rovescia addosso i difetti della sede del dicastero: «È brutta e poco sicura. Ho proposto delle alternative. Ma ha visto i corridoi? E le foto degli animali?». Appese ai muri ci sono immagini di alci e balene: ambientalismo d’altri tempi.
Prestigiacomo, 43 anni, giovane veterana della nostra politica, ex enfant prodige del berlusconismo, apprezzata a sinistra per le virate sui cosiddetti temi eticamente sensibili («Ma non mi definisca la liberal del Pdl, per cortesia»), non alza mai la voce. Srotola risposte con una pacata cadenza siracusana anche quando la provoco e le faccio notare che, in questo governo, di green si vedono soprattutto i fazzoletti leghisti.
Prima di cominciare l’intervista le sottopongo il decalogo di Al Gore: le regole che dovremmo seguire tutti per salvare il mondo.
Lei usa la bicicletta?
«Quando posso. A Roma e a Siracusa».
Al lavoro come ci viene?
«In auto. In bici, sulla Cristoforo Colombo, mi metterebbero sotto dopo un minuto».
Per le lunghe distanze Al Gore suggerisce di usare il treno e non l’aereo.
«E a Siracusa quando ci arrivo col treno?».
Cerca di mangiare poca carne?
«Ne mangio parecchia. Faccio una dieta proteica».
Il test non sta andando benissimo. Doccia o bagno?
«Doccia. Sull’acqua sono molto attenta».
Spegne le luci di standby del televisore e degli altri apparecchi elettronici quando esce di casa?
«Quando parto per le vacanze stacco proprio l’interruttore principale».
Ricicla il riciclabile?
«Avoja. Sono diventata esagerata. E Gianmaria, mio figlio, se vede qualcuno che butta un pezzo di carta per strada si ferma e dice: “Ehi, mia madre è il ministro dell’Ambiente”. Ha 8 anni, pensa che io sia una super spazzina».
Ministro, l’ambiente non sembra essere presente nell’agenda di questo governo.
«Tutti gli interventi anti-crisi che abbiamo fatto avevano una tinteggiatura verde».
Ne è sicura?
«Siamo al top in Europa sugli incentivi per l’efficienza energetica…».
Sono buoni anche i dati sulle “rinnovabili”, ma perché non ne parlate? Perché Berlusconi non si fa fotografare sotto una pala eolica?
«È possibile che il governo rivendichi poco certi risultati, ma l’ambientalismo sui media è snobbato».
È snobbato nel Pdl: in Senato alcuni suoi colleghi hanno presentato una mozione contro l’accordo europeo sulla riduzione di emissioni, sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, il famoso 20-20-20.
«Non me ne parli».
Anche il premier non sembra interessato all’ambiente.
«Berlusconi è attentissimo. La sua passione per i giardini e per il bello ne è una prova…».
I giardini e il bello non sono esattamente come la green economy obamiana.
«Il bello è vicino all’ecologia».
Dice? Perché Berlusconi non galoppa sul green power come l’inglese Cameron e non propone gli Stati generali dell’Ambiente come ha fatto il francese Sarkozy?
«Sarkozy non è più ambientalista di Berlusconi. Certo, in Francia gli ecologisti sono da sempre bipartisan. In Italia per anni c’è stato solo un partito ambientalista di nicchia e di sinistra».
Non si può imputare ai Verdi italiani l’assenza di un ecologismo di destra.
«Ma si può rinfacciar loro la cultura del “no”. Oggi questo ministero riesce a dialogare con Confindustria. Emma Marcegaglia è attenta alla green economy. Fino a poco tempo fa, se parlavi agli imprenditori di ecologia, ti insultavano: l’ambientalismo radicale per anni gli ha solo fatto sgambetti».
Dicembre 2008, Bruxelles, Berlusconi: «Parlare di ambiente quando c’è una crisi in atto è come avere la polmonite e curarla con una messa in piega».
«Era una battuta tattica. Per rimarcare che l’Italia era sfavorita nella suddivisione degli oneri del pacchetto Clima-Energia».
Nessuno pretende di vedere Berlusconi in bicicletta, però uno sforzo in più potrebbe farlo.
«Noi di biciclette ne abbiamo fatte vendere 100.000 con gli incentivi. E abbiamo finanziato 180 km di piste ciclabili».
Noi, Italia, investiamo il 70% dei fondi per le infrastrutture sull’asfalto. In Spagna il 70% è investito in Alta velocità e ferrovie urbane.
«Anche io vorrei invertire la tendenza. Nel piano anti smog ho appena proposto di far viaggiare su rotaia i camion che intasano la pianura Padana».
Altri eco-sogni?
«Chiedere sempre compensazioni ambientali per la costruzione di nuovi impianti come il tele-riscaldamento per le case o l’utilizzo del freddo generato dai rigassificatori».
Lei farebbe crescere suo figlio accanto a un rigassificatore?
«Sì. E accadrà, quando ne realizzeremo uno a Priolo, vicino a Siracusa».
E accanto a un termovalorizzatore?
«Perché no?».
Abiterebbe accanto a una centrale nucleare?
«Sì. Certo».
Sia sincera, ministro.
«Sono reduce dagli incontri parigini per gli accordi sul nucleare e sono sempre più convinta. Si dovrebbero organizzare dei pellegrinaggi per andare a vedere come vivono le famiglie accanto agli impianti francesi».
Perché?
«I territori che ospitano gli impianti hanno molte compensazioni: tasse, costo dell’energia…».
Si avvicina il ventiquattresimo anniversario del disastro di Cernobyl.
«La storia di Cernobyl andrebbe raccontata meglio. Ha traumatizzato una generazione. Sono convinta che con l’informazione e la trasparenza riusciremo a convincere gli italiani che il nucleare conviene».
Solo il governatore piemontese Cota si è detto disponibile a ospitare gli impianti. Persino Zaia, in Veneto, ha espresso il suo “Not in my back yard”. Cioè, “Non nel mio cortile”.
«Propaganda. Io comunque farò di tutto perché le centrali vengano costruite col consenso del territorio».
C’è il problema delle scorie.
«Con le nuove tecnologie saranno ridotte al minimo».
Le nuove tecnologie non sono ancora disponibili. Lei farebbe crescere suo figlio vicino a un deposito di scorie radioattive?
«Spacca il capello in otto pur di avere ragione? Sono cresciuta tra l’inquinamento del petrolchimico di Priolo, conosco il problema. E comunque chiederemo la creazione di un sito di stoccaggio unico europeo».
Gli ecologisti dicono: sul nucleare non investe più nessuno.
«È falso».
Di centrali in progettazione o in costruzione ce ne sono poche.
«Senta. Tutti i Paesi che noi consideriamo ecologicamente impegnati, dagli Stati Uniti alla Francia, hanno il nucleare. Il nostro obiettivo assomiglia a quello di Obama».
Cioè?
«25% energia dal nucleare, 25% fonti rinnovabili e 50% combustibile fossile».
La Germania…
«Lo so. La Merkel vorrebbe arrivare a un 45% di energia prodotta con fonti rinnovabili. Il problema è che servono più soldi. Io mi auguro che nella rivoluzione fiscale di Tremonti, l’ecologia sia un driver. E che si cominci a premiare chi investe nell’ambiente. Deve diventare anche qui un business: l’energia, i rifiuti…”».
Le eco-mafie.
«Io parlavo di affari puliti. Lo sa che a Palermo, anche grazie al nostro intervento, ci sono quartieri che hanno raggiunto l’80% di raccolta differenziata?».
Qual è l’errore più grande che ha fatto?
«Il prossimo».
La scelta che le ha cambiato la vita?
«Accettare la sfida di Forza Italia nel ’93».
Il suo film preferito?
«Pretty woman. Ma io ormai vado a vedere solo i film che piacciono a mio figlio: Avatar & Co».
La canzone?
«Tutto Lucio Battisti e la musica anni 80».
Il libro?
«Sto leggendo La cena, Herman Koch».
Quanti sono i principi fondamentali della Costituzione?
«Maria Santa… Dieci o dodici… Dodici».
Giusto. Quanto costa un pacco di pasta?
«Dipende dal tipo. La biologica può superare i due euro. Faccio la spesa ogni lunedì».
Lei ha un profilo su Facebook?
«Ci sono entrata mio malgrado. Scoperto che c’era un gruppo di detrattori, i miei nipoti ne hanno creato uno che mi sostiene».
Sa cosa appare se digita il suo nome su YouTube?
«La Cortellesi che mi imita?».
Tra i primi video ce ne è uno sulle case di amianto di Rogoredo, le “White”. La si accusa di aver promesso un intervento…
«Quelle case contaminate erano una vergogna. Ne ho parlato al sindaco Moratti. Ho pure fatto amicizia con Oscar, il rapper contestatore. Se non ci crede lo chiamiamo».
Che cosa succederà il 21 dicembre 2012?
«Boh».
Secondo i Maya, finirà il mondo.
«Ma figuriamoci, il 21/12/2012 sarò in partenza per le vacanze di Natale. Se Dio vuole».

 www.vittoriozincone.it
 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Categorie : interviste
Commenti
Dezulian annita 23 aprile 2010

Buona giornata ho letto l` articolo sul coriere e volevo mandare il mio commento direttamente al ministro ma non ci sono riusita .Alla sua domanda se andrebbe a vivere dove c` è una centrale nucleare la risposta è stata molto ingenua .Io ho vissuto in germania vicino a quatro di loro e il paese dove è stata costruita ha molte entrate ,ma anche la piu ellevata concentrzione di cncro e leucemia infatile è molto più alta .Dove vule mettere le scorie se non sa dove mettere i rifiuti normali?saluti

vz 23 aprile 2010

@annita: Gentile Annita, grazie per l’intervento. Girerò le sue domande e precisazioni al portavoce del ministro e la informerò in caso di risposta. Anche se mi sembra chiaro (e qui la lotta sui dati è antica) che Prestigiacomo sia davvero convinta (sbagliando?) di quel che sostiene sul nucleare, i siti e le scorie.

Anonimo 25 aprile 2010

I politici dovrebbero informarsi su studi seri che esistono e sono ben chiari e lampanti. Purtroppo essi, i politici, spesso basano le loro decisioni su documenti che non rispondono ai requisiti minimi del rigore scientifico. Non si sa se questo venga fatto in buona fede o deliberatamente. Nel primo caso dovrebbero tornare a scuola nel secondo perseguiti penalmente.

Enrica Martolini 25 aprile 2010

I politici basano spesso le loro decisioni su documenti che non rispondono ai requisiti minimi di rigore scientifico. Gli studi ci sono e sono chiari e lampanti.
Se i politici sono in buona fede devono tornare a scuola e studiare, se non lo sono devono essere perseguiti penalmente.

Paolo 30 aprile 2010

«Tutti gli interventi anti-crisi che abbiamo fatto avevano una tinteggiatura verde». Geniale.
«I territori che ospitano gli impianti hanno molte compensazioni: tasse, costo dell’energia…». Generosi questi francesi… ma che bisogno c’è di dare compensazioni se le centrali sono innocue? cosa si vuole compensare?

vz 30 aprile 2010

@Paolo: la paura? (nel migliore dei casi)

Tommaso 26 maggio 2010

Provate, come in un gioco, a depennare dal lungo archivio delle interviste del Dott. Zincone, inanellati ed esposte come le perle di una preziosa collana, tutti i personaggi che presumibilmente utilizzano un’auto blu. Al brevissimo elenco dei sopravvissuti applicate ora il filtro “fino a 100mila euro” dichiarati al fisco. Qualcuno mi potrebbe smentire se dicessi che il 99,99% degli italiani non è rappresentato dagli intervistati?
Nell’ intervista al ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo (aprile 2010) la stessa lascia intendere che le famiglie che vivono accanto agli impianti delle centrali nucleari francesi nulla hanno da invidiare alla famiglie che vivono in prossimità della centrale del Mulino Bianco. Nel lungo elenco degli intervisti del Dott. Zincone non mi risulta esserci una intervista al Sig. Perfetto Sconosciuto che vive accanto alle citate centrali. tanto per sentire un suo parere del diretto interessato, nulla di più!
Il ministro Prestigiacomo sostiene inoltre che non verrebbe mai a lavoro in bicicletta sulla via Cristoforo Colombo (sede del Ministero) perché “ mi metterebbero sotto dopo un minuto”. Nel lungo elenco degli intervisti del Dott. Zincone non mi risulta esserci una intervista al Sig. Tommaso Luciano, dipendente a tempo indeterminato dello stesso ministero, che quando non utilizza i mezzi pubblici spesso si reca in ufficio in bicicletta, e che sulla via Cristoforo Colombo è presente una pista ciclabile.
Vorrei rassicurare infine il Ministro che le belle donne in bicicletta, soprattutto se alte e bionde , non vengono messe sotto dagli automobilisti, piuttosto abbordate con fischi e suonate di clacson e invitate a salire sull’auto. “ Ahò viette a fa ‘n giro!” Ma questo è un altro problema.

vz 26 maggio 2010

@Tommaso:
Gentile Tommaso, la invito a fare un test. Un giochino. Vada da un direttore di un settimanale (queste interviste sono state tutte pubblicate su Sette – Corriere della Sera) e proponga di intervistare il Sig. Perfetto Sconosciuto. Poi torni qui sull’archivio delle “perle” e mi dica se ha ricevuto in cambio una pernacchia o un vaffa… nulla di più. Non mi pare complicato intuire che intervistare un ministro che ha delle responsabilità politiche sulla vita dei cittadini e che rappresenta, per mandato politico, un determinato numero di elettori, sia più efficace che intervistare un cittadino o un elettore.
Intervistare un ministro e chiedergli se usa la bici come i suoi dipendenti o se abiterebbe accanto a una centrale, come fanno i suoi elettori, mi sembra che corrisponda esattamente alla sua esigenza. Non trova? Secondo me corrisponde al punto che le repliche di Prestigiacomo hanno suscitato in lei e in molti altri lettori reazioni di indignazione e di sorpresa. Questo è il mio compito. Ma forse non sono stato abbastanza efficace.
Anche io sono rimasto sorpreso dalle risposte del ministro dell’Ambiente sulla pista ciclabile e sulle centrali nucleari. Ma faccio interviste, non processi. Faccio domande e non emetto sentenze.
Un consiglio: visto che come ha detto, lei è “dipendente a tempo indeterminato di un ministero” e quindi, diciamo, a differenza di altri, ha molte garanzie, oltre che scrivere a me, rivolga le stesse critiche direttamente a Prestigiacomo. Lavorate nello stesso palazzo, non sarà difficile incontrarla: si incateni al portone del ministero o all’auto blu, e manifesti il suo dissenso per quelle risposte. Grazie per la lettura.

Tommaso 26 maggio 2010

Gentile Dott. Zincone,

La ringrazio per la risposta dalla quale, peraltro, appare evidente, ma ne ero perfettamente consapevole, che la “mission” di un giornale è di vendere, non di informare: l’informazione è solo il prodotto in vendita.
Giornali e programmi televisivi trasudano degli onniscienti politici italici ai quali, confermo, è stato dato dagli elettori un mandato politico, ma senza delega all’informazione che, ricordo, in un paese democratico spetterebbe alla categoria professionale dei giornalisti.
Un gigantesco bar dello sport mediatico, nel quale è difficile comprendere se un politico interviene in qualità della carica pubblica che riveste o viceversa da imprenditore, amministratore delegato, tifoso di calcio o amante tradito!
Alla formazione della mia opinione, con buona pace degli spernacchianti direttori dei settimanali, concorrerebbe anche il Sig. Perfetto Sconosciuto, che sotto quelle centrali nucleari ci abita e ci vive. Se solo venisse intervistato.
Alla dichiarazione del ministro dell’ambiente che sostiene che non verrebbe mai a lavoro in bicicletta sulla via Cristoforo Colombo (sede del Ministero) perché “ mi metterebbero sotto dopo un minuto”, il sig. Tommaso Luciano dipendente dello stesso ministro ribatte che spesso viene in bicicletta, che in via Cristoforo Colombo c’è una pista ciclabile e che purtroppo al ministero mancano le rastrelliere.
Certo le persone per il ruolo che ricoprono non hanno la stessa “efficacia”, è sicuro che vale anche per la notizia?
Le interviste agli “inefficaci”, agli spernacchiati, ai privi di auto blu e di reddito adeguato potrebbero essere pubblicate comunque nel Suo autorevole blog che, non credo, sia in ostaggio di nessun direttore.
Critiche e sollecitazioni sulle problematiche correnti all’interno di questa Amministrazione sono e sono state espresse dal sindacato che mi rappresenta, senza ottenere dalla controparte, spesso, alcuna risposta. Le confesso infine che preferisco incatenare la bicicletta piuttosto che me stesso.
Cordiali saluti.

vz 26 maggio 2010

Gentile dott. Luciano,
non so da dove vengano certe sue convinzioni sul fatto che la mission di un giornale è vendere e non informare. Dalla mia risposta? Io ho detto il contrario. L’eventuale pernacchia del direttore deriva dal fatto che il Perfetto Sconosciuto non rappresenta come lo fa un ministro né un governo, né una responsabilità politica, né un mandato dei cittadini. Informare i lettori su che cosa pensa un ministro è o no informazione? Secondo me, sì. Secondo lei è un modo per vendere i giornali. Considero buone entrambe le opinioni. Ma mi permetto di mantenere la mia.
Lei dice che i giornali trasudano di onniscenti politici italici. Sono d’accordo. Ma in questo modo divaga. Resti sull’intervista che tanto ha criticato. Per parlare di Ambiente, il ministro dell’Ambiente è la persona giusta o no? Secondo me, sì. Dopodiché, certo, è vero, alla formazione dell’opinione servirebbe e serve molto, moltissimo, anche l’opinione di chi vive accanto a una centrale, ma non può rinfacciare a me questa carenza. In altre sedi, come autore televisivo (Tetris, La7) ho anche collaborato a quel tipo di servizio, ma su Sette mi viene chiesto altro. Lei ha scritto un commento su un archivio on line su cui pubblico solo le mie interviste di Sette. E’ come se io venissi da lei, che lavora per il ministero dell’Ambiente e le rinfacciassi di non fare il lavoro che deve fare un dipendente della Pubblica Istruzione.
Lei mi dice: sul suo blog potrebbe ospitare interviste a Perfetti Sconosciuti. Certo. Ma nel frattempo, visto che di lavoro ne ho abbastanza, permetto a tutti di commentare ed esprimere le loro opinioni sul blog. A lei magari sembra poco, a me no.
Cordiali saluti

Azuleia 26 maggio 2010

Poteva chiedere alla Ministra cosa sta facendo il suo staff di “verde”. I dipendenti del ministero sono anni che non percepiscono nessuna somma, DOVUTA, di accessorio.
Mentre vedono direttori generali che vanno in pensione e ritentrano in amministrazione con consulenze faraoniche, collaboratori che dipendano dalla Gdf, CC, Capitaneria di porto.
il ministero è stato depauperato delle risorse economiche e delle competenza ambientali.
Per la Ministra il verde è un colore, un accessorio…non un bene da salvaguardare.
Le consiglio dr. Zincone di fare un intervista a qualche dipendente del MATTN, scoprirebbe molte cose interessanti.
grazie

Tommaso 27 maggio 2010

ANTEFATTO: il Dott. Zincone ha censurato ovvero cancellato un mio intervento in data 26 maggio adducendo, via email (non si capisce perché utilizza questo doppio canale, c’è il blog!!!) testualmente che: “Perché ripete in altra forma quel che ha già detto. E perché vorrei evitarle una brutta figura.”

Gentile Dott. Zincone,
dal Suo blog risulta che, a tutt’oggi, nel solo anno 2010 ha pubblicato 21 interviste per le quali ha ricevuto 13 commenti.
Se poi dovessi analizzare il contenuto dei 13 commenti in relazione a quanto è riportato nel dizionario di italiano Hoepli: COMMENTO s.m. Resoconto esplicativo, corredato da una serie di giudizi critici, riguardo a un avvenimento, la maggior parte degli stessi verrebbero declassati d’ufficio a ESCLAMAZIONE s.f. Frase, parola esclamativa.
Per quanto sopra le presunte smanie di pubblicazione che Lei mi attribuisce potrebbero essere eventualmente soddisfatte scrivendo e pubblicando in blog decisamente più partecipati.
E’ la prima volta che scrivo in un blog, ho sempre desistito perché ho notato che si finisce sempre nel discutere di altro, a chiarire, a precisare, insomma si perde di vista l’argomento centrale, proprio come nel nostro caso.
Se i miei interventi non portano più a nulla (e comunque non è un motivazione per censurarmi) non mi risponda e basta.
Nel CHI E’ del Suo blog sono riportati i nomi dei Suoi familiari. Pubblicarli li svincola da un mero fatto personale e li rende, per l’appunto, pubblici. Non ho richiesto lo Stato di famiglia al Suo comune di residenza!
Lei è troppo permaloso per gestire un blog, questo era parso evidente nella risposta che ha dato al commento (chiamiamolo tale) rilasciato il 20 maggio 2010 e ne ho avuto conferma.
Cordiali saluti.

vz 27 maggio 2010

Gentile Luciano Tommaso,
se i commenti degli altri non le sembrano commenti, sono affari suoi. Non di chi li ha scritti. Io ho pubblicato tutto quello che è arrivato. Compresi i suoi due lunghi commenti. Gli altri non li ho cancellati: non li ho approvati. E’ un comando che precede la pubblicazione.
Il problema non è tanto che io sono permaloso (può essere, per carità), è che lei non è un polemista molto corretto e/o stimolante.
Sulla correttezza: io le dico che citare il nome dei parenti è un mezzuccio dialettico e lei invece di trovare argomenti un po’ più forti, mi dice che il nome è pubblicato sul sito e quindi i miei parenti sono pubblici. Mancava solo un pappappero e poi avrebbe fatto Bingo.

Tommaso 27 maggio 2010

Buongiorno Azuleia,
ho la sensazione che nelle risposte del Dott. Zincone, in alcuni passaggi, emerga chiaramente quello che è il sentire comune della pubblica opinione verso il dipendente pubblico: il tuo stipendio te lo pago io, tu fai quello che dico io, di te posso dire quello che voglio. Più o meno quello che potrebbe essere il rapporto tra un cliente e la prostituta (peraltro nobile mestiere, almeno loro ci mettono la faccia e …. il corpo!).
Ricordo che RCS (Corriere della Sera) è il primo gruppo per contributi ricevuti dallo Stato incassando in un anno ben 23.507.613 euro.
Non credo che il Dott Zincone si offenda se lo chiamo freelance pubblico!
L’organizzazione di qualsiasi Amministrazione e piramidale, la base risponde al vertice e le nomine dei vertici sono politiche. Le responsabilità mi sembrano chiare!
Nei media vengono riproposti, in tutte le salse, solo ed esclusivamente i vertici e i loro referenti politici, la base, ovvero la stragrande maggioranza del popolo è auditel, tieni il tuo telecomando e gioca. Grazie a internet e alla nuove tecnologie qualcosa si sta muovendo.

Tommaso 27 maggio 2010

Gentile Dott. Zincone, seguendo il Suo ragionamento da oggi gli escrementi non si chiameranno più escrementi ma nutella non approvata! Abbiamo una cosa in comune , ci piace giocare sulle parole.

vz 27 maggio 2010

Gentile Luciano, a lei non piace giocare con le parole. Lei travisa il pensiero degli altri, partendo da non so quale suo vittimistico presupposto.
Da dove ha dedotto il mio pensiero sui dipendenti pubblici? Io ho solo detto che chiedere a me, qui, del perché non intervisto tizio e caio, è come chiedere a lei perché non fa il lavoro di qualche altro ministero. Punto.
Sui finanziamenti: se le garba può definirmi anche “contrattualizzato con la pubblica amministrazione”, ma avendo un contratto per cessione di diritti d’autore con una società editoriale quotata in borsa in cui i contributi pubblici sono minimi rispetto al bilancio complessivo, spero che si renda conto di travisare di nuovo la realtà.
E non le rispondo così perché sono permaloso. Forse mi sono solo un po’ scocciato di chi sorridendo spara giudizi inesatti e balle.
Lei in questo momento sta usando il tempo che lo Stato le paga, per una sciocca polemica on line. La differenza tra me e lei, è che se io non consegno un articolo subisco delle conseguenze. Dal tempo che trascorre su questo blog, non mi sembra che per lei valga lo stesso discorso. E sì che di cose per l’Ambiente ce ne sarebbero da fare. O è l’addetto del ministero per le polemiche on line sul proprio ministro?

Tommaso 28 maggio 2010

Azuleia hai letto? Hai letto la risposta del giornalista?

A) “Lei in questo momento sta usando il tempo che lo Stato le paga, per una sciocca polemica on line.” —- Il firewall di questo ministero non consente l’accesso ai siti non compatibile con le finalità istituzionali di questa Amministrazione! Non è una sciocca polemica online, è un confronto di idee concentrate nel tempo di un caffè, ma evidentemente le pernacchie e i vaffa rimediati dal suo direttore non sono stati ancora smaltiti!

B) “La differenza tra me e lei, è che se io non consegno un articolo subisco delle conseguenze.” Anche un dipendente pubblico subisce delle conseguenze se non ottempera ai propri doveri. Si è dimenticato di chiederlo al mio ministro? Nella terza intervista che prima o poi le concederà provi a ricordarselo!

C) “ i contributi pubblici sono minimi rispetto al bilancio complessivo, spero che si renda conto di travisare di nuovo la realtà.” Affermare che il gruppo RCS (Corriere della Sera) è il primo gruppo per contributi ricevuti dallo Stato incassando in un anno ben 23.507.613 euro non è travisare la realtà. E’ la realtà. Chieda cortesemente al suo editore di rinunciare alle briciole, le casse dello Stato le saranno riconoscenti!

D) A proposito dello Stato che paga: dalla trasmissione Report Rai3 del 25 marzo 2007
(testi disponibili online) Sigfrido Ranucci (giornalista): “gli stessi hacker del comando di Fabio Ghioni si intrufolarono nel pc del garante delle comunicazioni…..che cosa avete trovato,
può dirlo?” Fabio Ghioni: “Una predilizione per i file pornografici e quant’altro, insomma
c’erano tante email di questo tipo.”

Spero di averLe dato uno spunto per la Sua prossima perla. Cordiali saluti.

vz 28 maggio 2010

Gentile Tommaso,
1) come le ho già scritto (ma lei ama le ripetizioni, quindi ribadisco), la polemica è sciocca se si attorciglia su se stessa. E lei gentile lettore è da due giorni che piroetta senza dire una cosa utile. Nuova. Ha usato questo spazio per sfogarsi. Le ho fatto delle domande, non ha risposto. Si è aggrappato a sue supposizioni e conclusioni errate. Rilegga questa corrispondenza, e poi valuti chi tra noi due è in buona fede.
2) Il tempo di un caffé? Visto quanto commenta mi sa che lei di caffé ne prende tanti.
3) Sul freelance pubblico. Anche qui, rilegga quel che ha scritto. Ma lo rilegga bene. Perché agli occhi di chi è in malafede spesso i propri errori risultano invisibili. Prima si è inventato una mia valutazione sui dipendenti pubblici (mai fatta), ne ha approfittato per darmi spiritosamente del “freelance pubblico” (risatone!) ed è partito lancia in resta sul finanziamento dei giornali. Quando le ho fatto notare che per modalità di contratto e gestione del mio lavoro nel mio caso di “pubblico” c’è poco e che quindi aveva travisato la realtà (ripeto: nel mio caso! lei stava parlando di me), olé, ha cambiato discorso, ha ritagliato il pezzettino del mio commento che le serviva per sbrigarsela e si è concentrato sui miei editori e sulla loro rinuncia dei finanziamenti. Attinenza col punto in questione? Zero. Dove non ha il coraggio di dire, “ops, ho sbagliato bersaglio”, cambia discorso e grida alla Luna. Lei è libero di farlo. Io sono libero di annoiarmi.
4) Il problema, caro Tommaso, non è che lei vuole solo discutere sui contenuti. Lei è venuto in casa mia (questo archivio è aperto ai commenti, ma resta casa mia) a giudicare non tanto il mio lavoro, quanto il senso dello stesso e la professionalità. E ha avuto la sfortuna di trovare una persona (non so quante ce ne siano) che ha la coscienza apposto su quel che fa. Interviste, appunto. Poi lei può urlare alla Luna: chiedere come mai in un archivio di interviste di un settimanale non ci siano inchieste sulla malavita in Brianza, può disperarsi perché ieri è entrato in un negozio di vestiti e non ha trovato l’ultimo disco dei Baustelle. Ma resta un fatto: ha sbagliato bersaglio. Se fosse venuto qui e avesse solo commentato le mie domande e le risposte del suo ministro, le avrei dato ragione. (Come le ho scritto, e nell’intervista mi pare evidente, anche io sono rimasto perplesso di fronte a certe affermazioni di Prestigiacomo)..
Invece ha voluto impartire lezioncine. E, soprattutto, ha provato a travisare le mie parole. Ecco, glielo riscrivo, la libertà su Internet consiste nella massima diffusione delle informazioni e nel libero confronto delle idee, non nello sparare bugie. Le balle e le scorrettezze dialettiche, i suoi travisamenti, andrebbero evitati sulla carta e on line. Tutto qui.

Tommaso 28 maggio 2010

Nel 1987, ero poco più di un ventenne, votai contro il nucleare. Non ho difficoltà ad ammettere che fu un voto ideologico, dettato dalla paura e dalla non conoscenza. L’approvvigionamento energetico ad esempio, era un problema del quale non conoscevo lontanamente l’esistenza. Dopo 23 anni il nucleare torna al centro del dibattito politico (ma il risultato del referendum cade in prescrizione?). Le miei ideologie sono appese da tempo in un armadio, restano le paure e la scarsa conoscenza della materia. Vorrei avere meno paura (non tanto per me quanto per un futuro certo dei miei figli) e maggiore conoscenza, non escludendo che in un eventuale ulteriore referendum potrei votare anche a favore. Purtroppo la sua intervista in questo senso non mi ha aiutato. Il mio errore, probabilmente, non è stato quello di comprendere che Lei non è un giornalista d’inchiesta. >>>>>>>>>

In 48 ore Lei è stato capace di scrivere di un Suo lettore occasionale, ovvero il sottoscritto che: uso mezzucci e sono patetico, di incatenarmi al portone del ministero o all’auto blu, che non sono corretto, che sono ripetitivo, in malafede e che traviso, che faccio brutte figure, che traggo conclusioni errate, che non ho coraggio, che l’annoio, che impartisco lezioncine e che, infine, racconto balle! Una grande lezione di giornalismo. >>>>>>>>>

Gentile Tommaso, Gentile Luciano, Gentile Luciano Tommaso, Gentile dott. Luciano, @Tommaso, caro Tommaso. Ogniqualvolta mi ha dedicato una Suo gradito intervento, mi ha chiamato in modi diversi, questo denota una certa agitazione, una mancanza di tranquillità. Confermato anche dal testo delle risposte, ben lontano dalla scorrevolezza e da una certa vena poetica presente nelle interviste. >>>>>>>>>

Sette, il magazine del Corriere della Sera, non è l’album di famiglia del Dott. Zincone. Sette è un settimanale a tiratura nazionale attraverso il quale il Dott. Zincone esercita la propria attività di giornalista, pubblicando interviste. Le stesse interviste vengono riproposte online sul blog del Dott. Zincone che offre la possibilità ai lettori di lasciare un commento. Mi dispiace contraddirLa ma il blog non è casa Sua, dove non mi sarei mai permesso di entrare se non invitato, il blog è il Suo ufficio, aperto al pubblico.

Cordiali saluti.

vz 28 maggio 2010

Gentile Luciano Tommaso,
1) Lei si è presentato su questo sito (che ripeto: è casa mia, e poi le spiego perché), sfottendo l’elenco degli intervistati. E’ la prima cosa che ha fatto. Ricorda le perle? Allora, se lei pensa che Internet sia un luogo dove si può sfottere senza subire conseguenze (e cioè risposte agli sfottò) allora ha un’idea di Internet poco corretta, direi non democratica.
2) tutti gli apprezzamenti che io ho fatto ai suoi commenti sono solo diretta conseguenza di quel che lei ha scritto. Se una persona scrive una bugia o travisa quel che dico, ho il diritto di dire che ha detto una bugia e che ha travisato quel che dico.
Persino nel riportare i miei apprezzamenti ai suoi commenti è riuscito a travisare. Dove avrei scritto che è patetico? E chi secondo lei qui ha mai avuto la pretesa di dare lezioni di giornalismo? A polemica rispondo polemizzando. Se lei pretende di polemizzare e poi quando riceve una risposta, anche dura, si stupisce perché in cambio avrebbe preferito una lezione di giornalismo, ha sbagliato indirizzo.
3) “Non è un giornalista d’inchiesta”. Allo stato attuale non posso darle torto. In vita mia ho svolto inchieste, ho partecipato a trasmissioni con inchieste, ma qui, su questo blog/archivio che ho aperto solo per raccogliere le mie interviste, ci raccolgo quelle e basta.
4) E qui veniamo a casa mia. Di nuovo si sbaglia. Sette è Sette. Se lei vuole scrivere alla redazione di Sette, può farlo. Ci sarà un redattore che valuterà la sua lettera e deciderà se pubblicarla. Questo invece è un blog/archivio, pagato da me, gestito da me, su cui io pubblico (previo consenso del Direttore del Corriere della Sera), le mie interviste. Tradotto: casa mia. Questa casa mia, la tengo aperta ai commenti. Perché mi illudo di capire che cosa pensano i lettori di quel che scrivo.
5) Mi dispiace (davvero) se non ho uniformato l’intestazione delle mie risposte ai suoi commenti, ma spesso ho risposto via cellulare, o da un treno, e quindi non avevo in testa quale fosse il nome e quale il cognome. Mi dispiace anche che il testo delle risposte non scorra come nelle interviste. Ma sa, qui è casa mia, su Sette invece ci lavoro.
6) Se lei avesse cominciato la partecipazione a questo blog con le prime righe del suo ultimo intervento: “Nel 1987, ero poco più di un ventenne… ecc”, le avrei risposto con meno aggressività. Le avrei detto che un’intervista non è un’inchiesta. E che anche io ero uscito dall’intervista col ministro poco convinto delle sue argomentazioni sul nucleare. Avrei anche aggiunto, che avendo sentito molte campane prima di incontrare Prestigiacomo (una mini-inchiesta???), ho constatato che ogni attore del dibattito sul nucleare tira le cifre al suo mulino (anche le stesse cifre). E qui torniamo alla sua primissima critica. Tra cittadini e comitati anti-nucleare, cittadini pro-nucleare, scienziati a favore delle basi ed esperti contrari, il dibattito è acceso. Ma poi ci sono delle persone che hanno la responsabilità politica di fare delle scelte: i ministri. Ho intervistato Prestigiacomo per questo.

marialetizia sabatino 30 maggio 2010

Ho letto la sua intervista al ministro dell’Ambiente e, forse sarebbe opportuno che lei sia informato anche su quello che succede al Ministero retto dalla Prestigiacomo.
La situazione del ministero dell’ambiente è un vero scandalo nazionale (tra i tanti), e lunedì 31maggio è prevista un’assemblea pubblica nel piazzale antistante la sede del Ministero e lungo quella via C.Colombo dove il Ministro non andrebbe mai in bicicletta, come molti dipendenti fanno. Il paradosso di lavoratori, che secondo la vulgata brunettiana non sono altro che fannulloni, ma chiedono di lavorare e chiedono ad un ministro di far funzionare il Ministero di cui è responsabile, mi è sembrata cosa da segnalare alla sua attenzione.
Io sono la responsabile della cgil al Ministero e l’antefatto è che sono circa 6 mesi che il Ministro Prestigiacomo continua a voler nominare soggetti che non hanno i requisiti di legge (leggi che il suo stesso Governo ha varato) e la Corte dei Conti contina a bocciare tali nomine. E in questo balletto il Ministero continua a fare acqua da tutte le parti (altro che risparmio idrico) e tutta la sicurezza ostentata dal Ministro circa l’abitare accanto a rigassificatori o centrali è giusto un argomento da intervista, visto il caos organizzativo delle strutture che dovrebbero occuparsi di ambiente e controlli pubblici sull’ambiente (Ministero e Ispra).
La saluto cordialmente
Maria Letizia Sabatino

Tommaso 31 maggio 2010

Intervistare in pochi anni decine di personaggi che rivestono posizioni di primo piano nella vita del Paese le rende sicuramente merito. Una collana di perle al Suo curricolo professionale. Tuttavia Le facevo notare che il campione degli intervistati non rappresentava l’Italia, che alla Sua collana di perle mancava la cosiddetta bigiotteria. Perle è un complimento e una provocazione. Gli sfottò, come dice Lei, appartengono alle curve degli stadi di calcio. >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
L’intervista al ministro Prestigiacomo del febbraio 2007 non si è svolta a casa, il figlio era gelosissimo, ma in un bar sotto casa in piazza Navona. Mamma Stefania ha applicato il principio di precauzione. Chissà, se l’ordine dei giornalisti avesse offerto a Mamma Stefania molte compensazioni: tasse, costo dell’energia, bonus bebè, sarebbe riuscito ad intervistarla a casa? >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Valuterò l’ipotesi di una petizione popolare per far sostituire le tre fonatane di Piazza Navona rispettivamente con un rigassificatore, un termovalorizzatore e una centrale nucleare bonsai, in linea naturalmente con gli elementi architettonici e scultori del Bernini. Ho l’impressione che nella terza ipotetica intervista cambieranno le risposte o la residenza. >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La storia di Cernobyl non andrebbe raccontata meglio, andrebbe aggiornata. Dal punto di vista sanitario potrebbe aiutarla il Dott. Walter Pezzuto, otorinolaringoiatra e medico chirurgo all’ospedale Sandro Pertini di Roma. Non mi chieda perché, provi a intervistarlo! Le consiglio una buona scorta di batterie per il suo registratore.
Cordiali saluti.

Alexander Selkirk 1 giugno 2010

Io non capisco la gente che si “ostinano” a parlare coi pennivendoli a stipendio pubblico garantito e, per loro stessa ammissione, pagati per scrivere in un certo modo.

O pubblicala questa, Zincone Cuor di Leone!

vz 2 giugno 2010

Lo stipendio pubblico garantito? Visti i tempi… Mammagari!
“Pagati per scrivere in un certo modo, per loro stessa ammissione”? Uhm. E dove lo avresti letto questo, caro pirata anonimo? Io ho scritto che su Sette per parlare di ambiente mi si chiede di intervistare un ministro. Quindi al massimo è un certo “tipo” di interviste, non un “modo” di scrivere. L’italiano non è una lingua così complicata, ma capisco che per un vecchio bucaniere scozzese… O aspetta… Non mi dire che sei un altro di quelli che legge una cosa, la fa scivolare nelle proprie fantasiose elucubrazioni e poi la rivomita travisata a suo piacimento, tanto per perdere tempo!
Per scoprirlo, faccio un’inchiesta…

Finita l’inchiesta.
Risultato: da un complicatissimo calcolo incrociato sugli Ip (un clic!), risulta che… rullo di tamburi… anche il terribile pirata Alexander Selkirk lavora al ministero dell’Ambiente… Evviva! Evviva!
Sarà sempre il nostro affezionatissimo L.T., ma sotto mentite spoglie? Boh.
Ora, però, mettiamoci a lavorare, eh.

fahrrad 15 maggio 2011

questa signora classeA messa a fare il belministro dell’ambiente non solo esprime concetti degni di una casalinga disperata, ma nessuno del suo validissimo staff l’ha ancora informata che sotto il suo ufficio passa la Ciclabile della Cristoforo Colombo?

Lascia un commento