Lucilla Agosti (Magazine – settembre 2009)

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Quando la provoco dicendo che le sue foto da collegiale pubblicate su Max l’anno scorso erano palesemente ritoccate, sbotta: «Che cosa avrei da ritoccare? Guarda…». E in mezzo ai tavolini, si alza la gonna e mostra una coscia. Poi ghigna: «Ti ho imbarazzato, eh?». Nota al grande pubblico televisivo per un Dopofestival al fianco di Elio e le Storie Tese, e per la recente conduzione di Academy su Raidue, è stata per anni vj, volto giovane e giovanilistico, dell’emittente All Music. Ma Lucilla non ama essere etichettata come “conduttrice”. A chi lo fa, prima elenca le pièces e i film a cui ha preso parte (ultimo quello su Armando Testa di Pappi Corsicato) e poi mostra la carta di identità. C’è scritto chiaro: professione, attrice. Detto ciò, a breve la vedremo come protagonista della trasmissione Scalo 76 Talent. Qualche giorno fa è andato in onda un suo cameo nella criticatissima sexy sitcom con Alessia Marcuzzi, Così fan tutte. Partiamo da qui.  Passa con disinvoltura dal tappeto vellutato di Venezia al fuori onda ammiccante con il pornodivo Rocco Siffredi. Dalle tavole legnose dei teatri agli studi talent di Raidue. Lucilla Agosti, 31 anni appena compiuti, si presenta all’appuntamento per l’intervista in un bar milanese con un vestito da Marilyn color panna, sandali trampolato-maculati e l’inseparabile cane Capi al guinzaglio. Meneghina nei modi e nella parlata, ogni tanto si concede due stoccate in simil-romanesco e una risata gutturale. I suoi occhi straverdi sono stati immortalati da una battuta dell’attore catalano Jordi Mollá («Lucilla ha una quarta di reggiseno nello sguardo!»), mentre le gambe sono oggetto di culto fetish su YouTube (digitare per credere).
La Marcuzzi è stata crocifissa per le scenette osé.
«Una follia. Quello è un prodotto ironico e leggero. Soprattutto ben fatto».
C’è chi ha protestato per la fascia oraria. La showgirl che maneggia un würstel nel preserale…
«Ma è una presa in giro. Il format originale francese è molto più spinto. E non credo che lì ci siano state tutte queste polemiche. È il bigottismo italico…».
Tu in tv hai difeso il porno, giochi spesso sulla sessualità, non è che hai individuato un personaggio, l’eros-fatina catodica, e lo stai cavalcando?
«Mi metterebbe ansia dover recitare 24 ore su 24 un personaggio. È un limite degli italiani considerare eccentrica o zozzona una ragazza solo perché esprime curiosità per il sesso o per la pornografia».
Non ti imbarazzano i commenti ai video su YouTube che ti riguardano? Ci sono fan club dei tuoi piedi…
«Non li ho mai visti. Non faccio egosurfing: non cerco i video o le pagine che riguardano me. E poi io non ho mai fatto nulla di sconcio. Persino nel cortometraggio Divini incontri d’orgasmo restavo vestita».
Che cosa ne pensi del velinismo?
«Mi vuoi portare a parlare di Videocracy?».
Se vuoi. Lo spot di Videocracy, il film sul sistema di potere televisivo in Italia, andava trasmesso sui canali Rai?
«Certo. Rai e Mediaset. Faccio finta di non capire perché non siano andati in onda».
Il velinismo… Berlusconi… La D’Addario e le altre.
«Te lo dico chiaro e tondo: mi sono strarotta di leggere tutti i giorni sui quotidiani il bollettino delle prestazioni sessuali dei politici».
Perché?
«Quel che fanno nei loro letti sono affari loro».
Dici così perché lavori in Rai e temi ripercussioni?
«Dicevo le stesse cose sei anni fa. Certo, poi è sbagliato se si usano aerei di Stato per portare ragazze a una festa o se ci sono candidature politiche sospette. Ma il sesso è un fatto privato».
Ti è mai capitato di ricevere qualche avance da un dirigente televisivo o da un politico?
«Se qualcuno ci prova è perché gli hai fatto capire che poteva provarci. Non giudico chi decide di usare queste tecniche, ma a me non è mai successo da quando ho cominciato a fare teatro».
Quando hai cominciato?
«A quindici anni».
Il primo spettacolo?
«Il saggio di fine anno, al liceo. Facevo Chiappa nel Sogno di una notte di mezza estate. Lì ho capito che avrei voluto fare l’attrice. Era stato il mio professore di italiano a suggerirmi di fare teatro».
Hai artisti in famiglia?
«No. Mio padre è un medico illuminato che mi manda sms in latino maccheronico. Mia madre insegnava disegno e storia dell’arte. Io ero una adolescente un po’ inquieta: mi ribellavo, scappavo di casa per andare alle feste, quelle robe lì. Eppure ho sempre frequentato le Orsoline».
Sei passata dalle Orsoline all’elogio del porno.
«Anche Moana Pozzi andava a scuola dalle suore».
Quando hai cominciato a fare l’attrice di mestiere?
«A diciotto anni. Andai via di casa».
I tuoi ti aiutavano? Ti davano la “paghetta”?
«Neanche una lira. Oltre a recitare facevo lavoretti: aiuto cuoca, babysitter. A Londra ero magazziniera da Ferragamo. A Parigi, dove andai per studiare recitazione, ho fatto pure spogliarelli in un locale burlesque di Pigalle».
In tv come ci arrivi?
«Un amico di un amico mi disse che a Viva, la tv musicale tedesca, cercavano volti nuovi. Mi presentai al provino».
Che cosa ti chiesero di fare?
«Una finta intervista a Madonna. Con me c’era anche Alessandro Cattelan, super vj di Mtv, ora a Quelli che… Cominciai con un programma sulle classifiche dei dischi».
E dopo anni di All Music prima sei arrivata al Dopofestival e poi sei approdata in Rai con una trasmissione tua.
«Al Dopofestival mi ci chiamò Rocco Tanica, tastierista di Elio e le Storie Tese. Dopo anni di ospitate nei miei programmi siamo diventati amici. Mi mandò un sms: “Ti va di partecipare con noi a big evento Rai?”. Risposi: “Te credo”».
La differenza principale tra All Music e la Rai?
«La struttura organizzativa e il peso delle mie parole».
Cioè?
«Devo stare un po’ più attenta a quel che dico».
Hai detto: «Carla Bruni l’ha data a mezza Europa e ora fa la Maria Goretti». Da incidente diplomatico.
«Mi è sembrato eccessivo il suo mortificarsi e snaturarsi per entrare nel ruolo della Première Dame».
Hai detto: «La chiusura del Bagaglino è la fine di uno spettacolo in cui dalla bocca delle soubrette uscivano parole scritte dagli autori e imparate male a memoria».
«È vero. Perché gli autori scrivono, ma poi tu devi metterci il tuo, sporcare il testo e gestirlo con i tuoi tempi».
Tu conduci restando collegata agli autori con l’auricolare?
«No, mi dà fastidio. E poi il teatro mi ha insegnato a non lasciare spazi vuoti nello spettacolo».
In un’intervista, una volta hai detto: «Mi manca il profumo delle tavole del palco di un teatro». Leggendo ho pensato: «Perché la fai tanto lunga? Tornaci a teatro, no?».
«Ah ah. In realtà non ho mai smesso di recitare. Solo durante l’ultimo anno, con l’impegno in Rai, mi sono dovuta fermare. Se mi proponessero un bel film, però, cercherei di conciliare davvero tutti gli impegni».
Il regista dei sogni?
«Garrone e Sorrentino».
Vanno per la maggiore.
«Io li preferisco da sempre. Le immagini cupe dell’Imbalsamatore di Garrone mi hanno ribaltata».
L’attore con cui vorresti recitare?
«Filippo Timi, l’ho visto in teatro, è un genio. Un’attrice che amo molto invece è Alba Rohrwacher».
Un’attrice sopravvalutata?
«Monica Bellucci. Ma è una tale diva. In generale non amo quelle che fanno troppo le impegnate, assorte nel ruolo».
Tipo?
«Che ne so? Mi pare che la Chiatti sia molto assorta».
Hai anche un nome per una spalla ideale in tv?
«La comica Lucia Ocone, grande».
Che cosa guardi in tv?
«Gli show: la Dandini. Chiambretti Night. Fiorello. I grandi spettacoli come quello della Cortellesi».
E che cosa proprio non sopporti?
«La tv del nulla».
Che cosa sarebbe?
«Non parlo del demenziale che è difficilissimo da fare con consapevolezza. Intendo…».
La tv del pomeriggio? Uomini e donne e compagnia?
«Sì. Mi capita di vederlo a casa di mia sorella. Rido. Ma non credo che sia lo scopo della trasmissione. Sono snob?».
Nella norma. Alla tv mancherà Mike?
«Sì. Le sue gaffes erano leggendarie. A casa di mia nonna vedevamo sempre la Ruota della fortuna. Mike riusciva a dire delle cose… io e nonna ci guardavamo: “Non può averlo detto davvero”».
Chi è l’erede di Mike?
«Tra quelli affermati Bonolis. Tra i giovani Francesco Facchinetti».
Aziendalista. Conduce anche lui un talent su Raidue.
«Ma no, ti posso dire tranquillamente che preferisco Matrix a Porta a porta e ad Anno zero. Facchinetti mi piace perché ci crede, ha l’acting smart e poi un po’ di lumbard in televisione, cazzo».
Hai detto che non faresti mai Domenica in.
«L’ho detto? Forse aspetterei qualche decennio. Ora vorrei fare cose un po’ più rock’n’roll».
Il prossimo Sanremo sarà abbastanza rock’n’ roll?
«Darei un dito per una serata con Antonella Clerici. È stra-rock e simpaticissima. Le avevano tolto La prova del cuoco mentre era in gravidanza. E lei è rientrata dalla porta principale. Tiè e tiè».
A cena col nemico?
«Raffaello Tonon».
Il personaggio dei reality e dei talk in tv? Perché?
«Ci è o ci fa? Vorrei capire se è antipatico davvero o se è solo il suo personaggio».
Potevi dire Bin Laden, il Diavolo, Lucifero, e hai detto Tonon.
«Dici che devo volare più alto? Però resto sul televisivo: Maria De Filippi. Sono distante da lei, fisicamente e come modo di fare televisione».
Per ora, anche come ascolti.
«Lo so. L’anno scorso mi hanno fatto una testa così sul confronto tra Amici e Academy. Comunque mica sto qui a criticare Maria. Lei è bravissima. È una che conduce per sottrazione».
In che senso?
«Gioca sul suo silenzio, fa agire gli altri».
Hai un gruppo di amici ristretti?
«Sì. Gli storici: Margi, Micol e Guido. E Rocco Tanica di Elio e le Storie Tese, più recente».
L’errore più grande che hai fatto?
«E che te lo vengo a dire a te?».
La scelta che ti ha cambiato la vita?
«Andare negli studi di Viva. È una cosa a cui ho pensato spesso. Se ora sto facendo questa intervista è perché andai a quel provino».
Il libro preferito?
«Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides. Ti strappa via la pancia. Parla di quei tre mesi in cui passi dall’infanzia all’adolescenza. Quel periodo amaro in cui capisci che sta cambiando tutto».
Hai un ricordo di quel passaggio?
«Sì. Nitido. Improvvisamente, io che trascorrevo le giornate a inventare storie con le mie Barbie, mi sono ritrovata con una bambola in mano e non sapevo che farci. Ho pianto».
Sei ambientalista?
«Riciclo tutto. E mi muovo sempre con la bici o con i mezzi pubblici. Solo quando devo andare dallo psicologo mi faccio prestare il motorino».
La canzone?
«Prima ti dico un altro libro: Undici solitudini di Richard Yates».
Soffri di solitudine?
«Io sono sempre sola. Però mi piace. Oddio… ma che sto dicendo? Bleah. Passo alla canzone, che è meglio: Between the bars di Elliott Smith e Life on Mars di David Bowie. E poi i Negazione, passione giovanile».
Il film?
«Intimacy di Patrice Chéreau».
Sai quanto costa una canzone su iTunes?
«Mi pare meno di un euro. Ma io compro la musica nei negozi. Non sono tecnologica. Niente Facebook».
Perché?
«Mi sembra una roba da spioni, da curiosi delle vite altrui».
Tu hai un blog sul sito del mensile Max. Sei a favore del commento libero dei lettori o auspichi controlli e filtri?
«Sono per la libertà di espressione. Sul mio blog pubblico tutto. È il bello della Rete».­
Quanto costa un pacco di pasta?
«Un euro e qualcosa. Amo fare la spesa».
Sai quanti articoli ha la Costituzione?
«Non lo so. Sono una chiavica».
Quanti anni ha la Costituzione?
«Cento? Vado in tilt».
I confini del Vietnam?
«Questi li so: Cina, Laos e… Cambogia. Cribbio, meno male! Dopo il flop sulla Costituzione».

Categorie : interviste
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